Tags: Acido|Commento|Giovanni Brusca|Giuseppe|Liberazione|Mafia|Maneggio|Nicola Di Matteo|Palermo|Piana degli Albanesi
Articoli correlati
TRAPANI - Era originario del mandamento di Trapani Bernardo Pace, 62 anni, trovato privo di vita nella sua cella al blocco E del carcere "Lorusso e Cu [...]
SIRACUSA - Questa mattina, tre uomini sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l'accusa di aver preso parte a una s [...]
CATANIA - La Polizia di Stato ha temporaneamente sospeso le attività di due sale scommesse, una nei pressi di largo Rosolino Pilo e l’altra in via Ple [...]
Per restare informato iscriviti al canale Telegram di NewSicilia.
Segui NewSicilia anche su Facebook, Instagram e Twitter.
Tutti i suggerimenti di


Nicola Di Matteo, fratello del piccolo Giuseppe: “Brusca? Non si potrà perdonare. Ma fiducia nella magistratura”
PALERMO – Nicola Di Matteo, fratello del piccolo Giuseppe, rapito nel 1993 a 12 anni su ordine del boss scarcerato ieri, e poi sciolto nell’acido dopo 25 mesi di prigionia, ha detto la sua sulla liberazione di Giovanni Brusca.
“Umanamente non si potrà mai perdonare. Per me il dolore della morte di mio fratello non si rimarginerà mai, per mia madre la sofferenza è ancora più grande“, ha detto all’Ansa.
“Ma abbiamo fiducia nella magistratura che ci è stata sempre vicina. Se non crediamo nella magistratura non crediamo più nello Stato. Brusca ha ucciso mio fratello ma espiato la pena nel rispetto della legge“, conclude.
Il piccolo Giuseppe, ricordiamo, fu rapito il 23 novembre 1993 in un maneggio di Piana degli Albanesi da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine del boss Brusca, lo stesso che ieri è tornato in libertà per fine pena.
Poi fu strangolato e sciolto nell’acido. Lo scopo era quello di “punire” il padre Santino, boss pentito. Come una sorta di “regolamento di conti”.
Fonte immagine: Ansa.it