Ladri di auto in azione a Palermo: fari e catalizzatori i più “desiderati”

Ladri di auto in azione a Palermo: fari e catalizzatori i più “desiderati”

PALERMO – Continua incessante l’attività di contrasto ai reati predatori da parte dei carabinieri del comando provinciale di Palermo, con particolare attenzione al centro città e alle zone interessate dalla movida.

TENTATO FURTO DI UNA FIAT 500

I militari della stazione Palermo Centro hanno arrestato, con l’accusa di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, due giovani di 25 e 18 anni che, appena sorpresi dopo aver forzato lo sportello di una Fiat 500 nella centralissima piazza Giuseppe Verdi, hanno tentato di darsi alla fuga a bordo di un’altra autovettura: l’inseguimento è poi terminato in piazza Giulio Cesare, dove sono stati bloccati e condotti nelle rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Entrambi gli arresti sono stati convalidati dal gip del Tribunale di Palermo, che ha disposto l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

IL FURTO DI FARI A UNA SMART



In via della Libertà, all’altezza di via Quintino Sella, una pattuglia della stazione Palermo Crispi ha bloccato un 23enne e un 18enne, subito dopo l’asportazione dei fari posteriori di una Smart.

Per entrambi i giovani, il gip ha convalidato l’arresto per furto aggravato.

L’ASPORTAZIONE DI UN CATALIZZATORE 

In via Marchese di Villabianca, invece, un 35enne e un 31enne sono stati fermati dai militari della stazione Palermo Crispi mentre erano intenti a smontare, tramite un seghetto elettrico, il catalizzatore di una Hyundai: per entrambi, dopo la convalida dell’arresto, il gip ha disposto l’applicazione dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, pur gravemente, e che la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.