Denunciati due imprenditori bagheresi, sequestrati oltre 360mila euro e beni archeologici

Denunciati due imprenditori bagheresi, sequestrati oltre 360mila euro e beni archeologici

PALERMO – Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese, denunciando due imprenditori di Bagheria per bancarotta fraudolenta. Uno di essi è stato anche destinatario di un sequestro preventivo per un totale di 362.373,62 euro e di una misura interdittiva che gli vieta di esercitare attività imprenditoriali.

La bancarotta fraudolenta

In particolare, le Fiamme Gialle della Compagnia di Bagheria hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria due persone ritenute responsabili del fallimento di una nota azienda di abbigliamento e calzature. Le attività distrattive avrebbero causato un passivo di 1.977.090 euro, rimanendo insoluto a causa dell’assenza di un patrimonio aggredibile.

Le indagini hanno rivelato che l’amministratore della società fallita, insieme al figlio, avrebbe distratto beni aziendali verso un’altra società operante nello stesso settore, attraverso vendite sottocosto e trasferimenti di valori aziendali importanti, tra cui l’avviamento e il marchio. Inoltre, grazie a manipolazioni dei bilanci, gli indagati avrebbero evitato per anni la liquidazione giudiziale, nascondendo le perdite reali.



Il sequestro e la ricettazione di beni culturali

Il G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese ha quindi disposto il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 362.373,62 euro e l’interdizione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale. Durante le operazioni, i Finanzieri hanno sequestrato diversi beni finanziari, un immobile e oggetti preziosi per un valore di oltre 52.000 euro. Inoltre, presso l’abitazione di uno degli indagati, sono state trovate tre coppe di terracotta di origine attica, risalenti al V-VI secolo a.C., sottratte da un sito archeologico a Monte Maranfusa.

I reperti, che erano stati rubati e successivamente trovati nel salotto dell’indagato, sono stati sequestrati e riconsegnati alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo. L’indagato è stato denunciato anche per ricettazione di beni culturali.

Note

È importante sottolineare che il provvedimento è stato emesso sulla base degli elementi raccolti durante le indagini preliminari e che, in attesa di un giudizio definitivo, vige la presunzione di innocenza per gli indagati.