Superlega, il “colpo di stato” delle big europee. Catania tra le piazze più citate dai puristi: “Addio al Clamoroso al Cibali?” – IL SONDAGGIO

Superlega, il “colpo di stato” delle big europee. Catania tra le piazze più citate dai puristi: “Addio al Clamoroso al Cibali?” – IL SONDAGGIO

MONDO – Mezzanotte del 19 aprile 2021, nel mondo del calcio 12 club tra i più importanti d’Europa e non solo hanno attuato un vero e proprio “colpo di stato“. Tra lo stupore generale 3 squadre di Serie A, due della Liga spagnola e 6 della Premier League inglese hanno dato vita alla cosiddetta Super League, o in italiano Superlega, che si propone come la prossima Champions League sul modello dell’Eurolega di basket. Si tratta di una competizione che ha l’ambizione di partire addirittura dal prossimo agosto, ma è ancora troppo presto per parlare di date.

L’annuncio è arrivato prima dell’importantissima riunione della Uefa, nella quale si doveva discutere proprio il nuovo format della Champions League che entrerà in vigore nel 2024. Ovviamente le polemiche non sono mancate, soprattutto tra chi detiene il potere nel mondo del calcio. Una spaccatura netta tra i dirigenti dei 12 club più importanti e potenti al mondo e i governanti del calcio, FifaUefa, nel mezzo gli immancabili interessi economici e politici della questione. La frattura, però, non ha riguardato solo i potenti, bensì anche i tifosi (pure i supporters delle squadre “scissioniste”) e gli appassionati, che si sono schierati apertamente contro questo nuovo sistema proposto, prendendo in qualche modo le parti di Fifa e Uefa, prima di questo evento certamente non esenti da critiche e in certi casi odio.


I puristi hanno parlato di morte del calcio, quello vero, dei “clamoroso al Cibali” e dell’impresa Leicester di Ranieri nel 2016; i rivoluzionari di rivoluzione necessaria, di bisogno di staccarsi dal potere giudicato “oppressivo” di Fifa e Uefa e di godere ogni giorno del massimo livello che il calcio può offrire (basti pensare che se si uniscono i tifosi di tutto il mondo dei 12 club coinvolti il risultato supererebbe il miliardo di persone). I fondatori della Superlega hanno assicurato che le squadre partecipanti non smetteranno di prendere parte ai campionati nazionali, dunque, che la competizione vuole sostituirsi in qualche modo a Champions ed Europa League. Ma questo, come vedremo in seguito, non ha placato per niente gli animi accesi in un clima che dire teso è riduttivo.

Superlega, le polemiche: dalla Fifa ai tifosi

Sin dal momento del suo annuncio non sono di certo mancate le polemiche contro la Superlega. Non tanto un discorso di format, quanto di soldi (vorrebbe dire avere i prosciutti sugli occhi non considerare anche questo fattore a prescindere da quale “parte” si stia) ed etica sportiva. Fifa, Uefa, gran parte dei calciatori e dei tifosi si sono uniti sotto un’unica bandiera immaginaria, a difesa del calcio romantico (soprattutto giocatori e fan) e degli interessi economici se si guarda solo ai due organi calcistici appena citati. “la Fifa è una organizzazione costruita sui veri valori dello sport e come Fifa condanniamo fortemente la creazione di una Superlega, un qualcosa di chiuso, una fuga dalle istituzioni calcistiche. Chi vuole andare ne pagherà le conseguenze“. Così il presidente della Fifa, Gianni Infantino, al Congresso Uefa a Montreux in Svizzera. “Non c’è alcun dubbio sulla disapprovazione della Fifa“, ha proseguito. Real Madrid, Chelsea e Manchester City, 3 delle 4 semifinaliste della Champions League 2020\2021, rischiano di essere escluse dalla competizione (al momento) più importante d’Europa. Parole di Jesper Moller, presidente della Federcalcio danese e membro dell’Esecutivo Uefa. “Mi aspetto che vengano escluse e mi aspetto che accada venerdì. Poi vedremo come andrà a finire la Champions League. Venerdì è in programma una riunione straordinaria dell’Esecutivo Uefa“. Ma gli attacchi non sono arrivati solo dagli organi di governo calcistici, ma anche da Gary Neville, bandiera del Manchester United partecipante alla Superlega, Sir Alex Ferguson, l’allenatore più famoso e vincente della storia della stessa squadra, nonché dai tifosi. Tra coloro che non si sono uniti alla scissione figurano anche Bayern Monaco e Psg, i cui proprietari non sono certamente meno ricchi e potenti (a livello calcistico) di quelli dei 12 club Fondatori. Insomma, la polemica ha riguardato ogni livello del mondo del calcio, da chi lo governa agli appassionati.

Superlega, i tifosi non ci stanno: Catania tra le piazze più citate

Come prima accennato anche le tifoserie delle squadre italiane coinvolte hanno detto la loro sulla questione. Riuscire a fare riunire in un unico pensiero le curve dell’Inter e della Juventus non è impresa facile – per certi versi impossibile -, ma la polemica Superlega è riuscita in qualche modo a fare combaciare, almeno per un attimo, due mondi opposti. Eloquenti in tal senso le dichiarazioni rilasciate da Renato Bossetti, tra i responsabili del direttivo della Curva Nord dell’Inter, che ha anche inserito un po’ di Catania nella questione all’Adnkronos: “Il calcio, almeno come lo vediamo noi, è quello del ‘clamoroso al Cibali!’, non ci interessano Inter-Bayern, Inter-Real Madrid e Inter-City senza le trasferte a Praga, a Varsavia, oppure a Benevento in macchina in 24 ore andata e ritorno“. Contraria pure la Curva Sud della Juventus, che su Instagram non ha citato Catania, ma ha scritto: “Creato dai poveri, rubato dai ricchi. Odio eterno al calcio moderno“. Anche il capo dei Viking (così si chiama uno dei gruppi ultras bianconeri), Loris Grancini, ha commentato ad Adnkronos: “Che schifo, non possiamo essere favorevoli chiaramente. A chi piace il calcio, a chi ha seguito la squadra sotto la pioggia, con la neve, in casa e in trasferta, non può piacere la Superlega. Ci sarà qualcosa di grosso sotto“. Citano di nuovo Catania, invece, i tifosi dell’Atalanta che, schietti, hanno comunicato attraverso una nota pubblicata dall’Associazione Tifosi Atalantini: “Il nostro auspicio? Che la Superlega vada avanti. Avete letto bene, non siamo impazziti di colpo. Auspichiamo che Juventus, Milan ed Inter vadano a giocare la loro Superlega ed abbandonino per sempre la Serie A e le coppe europee. Ma quanto sarebbe bello se il vostro posto in seria A fosse destinato a piazze come Palermo, Catania, Catanzaro, Lecce, Bari, Avellino, Vicenza, Como, Cremonese, Pisa e via dicendo, piazze che hanno fatto la storia del calcio come passione popolare in Italia. Non è una provocazione, andate avanti, sarebbe stupendo“. Cita la città etnea sempre ad Adnkronos pure un personaggio del mondo dello spettacolo – e non uno qualunque -, Pippo Baudo, noto tifoso juventino tra l’altro. “A me piace vedere giocare la Juve con tutte le squadre e per me è stato più appassionante vedere Juventus-Catania che Juventus-Real Madrid. E poi, in tal modo, sarebbero stati esclusi in passato da questa Superlega il Napoli di Maradona o la Roma di Totti, una vera fetenzia“. Da rimarcare le origini catanesi del più noto conduttore italiano della storia. Mancanza di spirito sportivo e meritocrazia, il calcio in mano al popolo e non ai ricchi, il romanticismo del “Clamoroso al Cibali” o dell’Atalanta in Champions League. Sono queste le “armi” e le argomentazioni di chi proprio non può accettare uno stravolgimento del genere.

Superlega: i favorevoli

Sono davvero poche le opinioni favorevoli nel mondo del calcio al progetto Superlega. Sembra ovvio da dire, ma tra questi ci sono Florentino Perez e Andrea Agnelli, rispettivamente presidente e vice della nuova Lega. A loro spetta l’arduo compito di fare cambiare punto di vista alla maggior parte degli esponenti del mondo del calcio e di spiegare loro nei minimi dettagli la situazione. C’è da dire che, nonostante tutto e mettendo da parte le opinioni, ci stanno mettendo la faccia, consapevoli di avere lanciato una bomba senza precedenti nel mondo del pallone. Tanto da toccare anche le più alte cariche istituzionali europee (anche il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, si è schierato contro la Superlega, così come la squadra della capitale, il Psg). In un mondo che si dichiara democratico è giusto ascoltare anche l’altra faccia della medaglia, dare voce anche a chi, ascoltando l’opinione generale e generalista, recita il ruolo del cattivo. A ragione dei club Fondatori, c’è da dirlo, è presente un congruo guadagno; 3 miliardi e mezzo da dividere per le 15 squadre fondatrici (4 volte in più di quanto paga attualmente la Champions), più i diritti che ammonterebbero a circa 4 miliardi. “I 12 Club Fondatori hanno una fanbase che supera il miliardo di persone in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale. In questo momento critico ci siamo riuniti per consentire la trasformazione della competizione europea mettendo il gioco che amiamo su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo a tifosi e appassionati un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente“, queste le parole di Andrea Agnelli. Alle argomentazioni romantiche si oppongono quelle legate al freddo, ma allo stesso tempo utile, denaro e alla sopravvivenza dopo i disagi accorsi anche ai grandi club a causa della pandemia. “L’unico modo per sopravvivere è generare nuovi introiti, che al momento possono arrivare solo dal mercato televisivo. L’attuale Champions League non è attrattiva, lo diventa solo a marzo, la gente non vuole vedere partite contro squadre modeste. Ci sono 4 miliardi di potenziali tifosi che vogliono veder giocare i grandi club. Se questi grandi club vanno bene e incassano possono poi condividere quanto incassato con i club modesti, perché noi ragioniamo in termini di valori e di solidarietà. Noi non vogliamo farla finita con la Premier, che è un’istituzione del calcio, né con gli altri campionati. Però se noi non guadagniamo moriremo, e con noi il calcio, che è in rovina“, dichiara Florentino Perez.

In tutto ciò le vere vittime sono i calciatori, minacciati di non poter fare più parte della loro nazionale e di non potere più competere a livello nazionale e i tifosi, arrabbiati e amareggiati a causa di ciò che sta accadendo ai livelli più alti dello sport più amato e seguito al mondo. Come finirà questa storia – ancora solo alle prime battute – non si sa e se ne parlerà per parecchio tempo. Intanto, sono arrivate le prime defezioni anche tra i club Fondatori, con Manchester City e Chelsea che hanno comunicato la loro volontà di uscire dalla Superlega. Se questa competizione si farà, si tratterebbe dell’addio al calcio romantico, del Clamoroso al Cibali e del miracolo Leicester oppure l’inizio di una nuova era calcistica che permetterà anche alle piccole di emergere? Da che parte state? Siete favorevoli o contrari alla nascita della Superlega? (potete dare le vostre risposte nel sondaggio subito sotto oppure commentando il pezzo su Facebook).

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