Festa dei lavoratori, non solo l’1 maggio: dagli Stati Uniti al Giappone, come si festeggia nel Mondo?

Festa dei lavoratori, non solo l’1 maggio: dagli Stati Uniti al Giappone, come si festeggia nel Mondo?

MONDO – La Festa dei lavoratori è stata istituita per onorare il lavoro e le conquiste sulla diminuzione giornata lavorativa a 8 ore al giorno. Proprio per questo porta con sé una storia importante, costituita da lotte e traguardi.

In Italia è nata in concomitanza con la Seconda Internazionale Socialista intorno al 1890 in ricordo dell’episodio avvenuto a Chicago anni prima: il primo maggio 1896, infatti, iniziarono diverse manifestazioni per la riduzione dell’orario lavorativo che si conclusero con una vera e propria strage della polizia contro la folla e di rimando persero la vita 7 poliziotti. Passò alla storia come la tragedia della rivolta di Haymarket.


Durante il regime fascista, la giornata non venne abolita ma anticipata al 21 aprile, il cosiddetto “Natale di Roma“. Successivamente, fu fissata al primo maggio e divenne “rossa” sul calendario. Così come è adesso.

Pur essendo una giornata tipicamente italiana, dopo il Capodanno del calendario gregoriano, è la ricorrenza più celebrata anche in altre parti del Mondo. Numeri alla mano: hanno ufficializzato questa celebrazione 7 Paesi in Africa, 17 in America, 25 in Asia, 32 in Europa e 2 in Oceania. Vediamo un po’ le differenze col Bel Paese.

Non solo l’1 maggio

Convenzionalmente, è l’1 maggio il giorno festivo da dedicare ai lavoratori, ma in altri paesi, come gli Stati Uniti d’America e il Canada, si è scelto il primo lunedì di settembre (Labor Day).

Questo perché proprio a New York si verificò una manifestazione di alcuni operai proprio il 5 settembre. Inevitabile, quindi, il collegamento con la festa e la data differente. Il primo maggio è stato proclamato “Giorno della lealtà” (Loyalty day), inteso come riconoscimento della libertà americana.

In Nuova Zelanda, invece, si celebra a ottobre. Come per ogni cosa, però, le tradizioni sono diverse. Un esempio è il Giappone dove la Festa dei lavoratori (in programma per novembre) si spinge oltre: non è soltanto il trionfo di un popolo che ha lottato per i suoi diritti e ha vinto, ma è il festeggiamento di essere riusciti a trovare un’occupazione, qualsiasi essa sia. Il lavoro, si sa, nobilita l’uomo in toto.

Festa del lavoro, primavera e studenti

In alcuni Paesi, la Festa del lavoro è collegata all’arrivo della primavera. In Gran Bretagna si richiamano antiche tradizioni di inizio della stagione della “rinascita”. Anche in Grecia si segue la stessa linea, mentre in Svizzera dipende dai Cantoni, in Australia dagli Stati.

Non solo lavoro, però, perché in Finlandia la giornata è dedicata anche agli studenti e si festeggia il “Vappu“: diventa una sorta di Carnevale e si svolge uno dei più grandi picnic al mondo.

Brasile e Cina

In Brasile il “Dia Mundial do Trabalho” viene festeggiato solo a Santos dove si celebra la giornata tutti insieme e ci si reca per le strade in un’atmosfera gioiosa.

Infine, in Cina, la Festa dei lavoratori dura un’intera settimana durante la quale il governo concede ferie retribuite ai lavoratori. Si tratta di un fatto straordinario, dal momento che i contratti di lavoro standard non prevedono affatto ferie. Questa scelta nasce dal desiderio di dare una spinta all’industria del turismo locale.

E quest’anno?

Quest’anno, a causa della pandemia da Coronavirus in atto, siamo stati costretti a stravolgere equilibri abbracciando una realtà che nessuno immaginava. Concerti in streaming, come il classico concertone di piazza San Giovanni a Roma, e festeggiamenti annullati, se non a casa con la propria famiglia.

Nel 2021, tra l’altro, la giornata cade di sabato e sarebbe stata l’occasione perfetta per un weekend fuori porta ma, per forza di cose, si dovrà celebrare in modi differenti e ristretti (ma sicuri).