Estate 2021 e viaggi nei paesi extracomunitari: le misure stringenti per viaggiare da e verso il Giappone

Estate 2021 e viaggi nei paesi extracomunitari: le misure stringenti per viaggiare da e verso il Giappone

GIAPPONE – Oramai il solstizio è avvenuto e l’estate è entrata in piena regola, portando con sé sole, caldo e voglia di partire e andare in vacanza. Milioni e milioni sono i turisti, lavoratori e residenti all’estero che visitano o tornano nel Bel Paese e nella nostra amata Isola. L’Unione Europea, attraverso il Green Pass, ha già aperto le porte alle vacanze, ma come abbiamo visto nello scorso appuntamento, le regole sono ben diverse nei Paesi extracomunitari.

In questo terzo appuntamento, dopo aver affrontato Regno Unito e Stati Uniti, parleremo di un Paese che, oramai da oltre un anno, è al centro dei media: il Giappone. Ricordiamo, infatti, che il paese del Sol levante ospiterà le Olimpiadi e Paralimpiadi 2021 (rimandate a causa della pandemia Covid).


Giappone – regole per viaggiare

Le regole imposte delle autorità giapponesi sono ben più strette di quelle imposte dall’Unione Europea e del Governo italiano. Il Governo e la Dieta Nazionale hanno stabilito che l’ingresso nel Paese per motivi di turismo è vietato, fino a nuove indicazioni, da qualsiasi area del mondo.

Le attuali regole, tra l’altro, non sembra verranno modificate per tutta la durata dell’estate. Infatti, ricordiamo che è stato annunciato che le Olimpiadi, che si svolgeranno a Tokyo dal 23 luglio all’ 8 agosto, e le Paralimpiadi, dal 24 agosto al 5 settembre, non avranno pubblico proveniente dall’estero, pertanto è presumibile che il divieto di ingresso per motivi di turismo resterà in vigore almeno fino al termine delle Paralimpiadi.

Purtroppo, le regole sono diventate molto più stringenti anche nei casi al di fuori del turismo. Infatti, le autorità locali hanno sospeso a tempo indeterminato la concessione di nuovi visti per motivi relativi a studio o lavoro in territorio giapponese. Pertanto, in sintesi, l’ingresso o il rientro in Giappone è consentito  solo per chi ha un visto valido o è possessore di una Residence Card in corso di validità.

Qualora rientraste in una delle categoria che fa eccezione, le regole e le misure da rispettare sono molto rigide:

  • prima di partire, requisito fondamentale, è aver eseguito con tampone PCR (ricordiamo che va effettuato entro 72 ore dalla partenza del volo) che, naturalmente, deve avere esito negativo;
  • all’arrivo le autorità giapponesi, oltre a visionare i risultati del tampone pre-partenza, effettueranno un test salivale sul posto. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato del test ed è possibile che passino diverse ore dall’arrivo al trasferimento nell’hotel della quarantena indicato dalle autorità giapponesi.

Concluse le procedure aeroportuali, iniziano le misure di quarantena che variano da Paese a Paese:

  • per le persone provenienti dall’Italia dovranno essere poste in isolamento per i primi 3 giorni dal loro arrivo in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi. Le regole prevedono che si resti confinati in una stanza di hotel di dimensioni ridotte, con i pasti forniti dalle autorità di quarantena, senza alcun contatto diretto con l’esterno. Al terzo giorno verrà praticato un ulteriore test, a cura delle Autorità giapponesi, e in caso di risultato negativo le persone potranno raggiungere, senza utilizzo di mezzi pubblici, il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni. Quanti risulteranno positivi dovranno osservare i protocolli sanitari che verranno indicati dalle competenti Autorità giapponesi (protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee ovvero ricoveri, a seconda della gravità della situazione clinica, presso alberghi/strutture sanitarie ad hoc);

A partire dal 14 gennaio 2021 una violazione delle regole relative al periodo di isolamento è punita con una pubblicazione del nome e dei dati personali del reo e, in casi gravi che coinvolgono cittadini stranieri, anche con la revoca dello status di residente e conseguente espulsione dal Paese.

Ma vediamo, invece, le regole per l’ingresso dal Giappone. Il Paese del Sol levante è considerato a basso rischio epidemiologico (elenco D), ciononostante vi sono misure stringenti anche in Italia. Le regole, in questo caso, si dividono in 2 categorie: per chi è in possesso della Certificazione verde Covid e quelle per i non possessori. Ma vediamo nel dettaglio.

Viaggiatori con Certificazione verde Covid

L’ordinanza del 18 giugno 2021, in vigore dal 21 giugno al 30 luglio 2021, ha stabilito che, se si proviene dal Giappone e si è in possesso di una Certificazione verde Covid valida, si può entrare in Italia senza essere soggetti agli obblighi di test e isolamento fiduciario su indicati. Rimane l’obbligo di compilare il digital Passenger Locator Form e di comunicare la propria presenza all’azienda sanitaria competente per territorio.

Per essere riconosciuta come valida, la Certificazione verde deve essere conforme a quanto indicato all’art. 1 dell’Ordinanza 18 giugno 2021 e attestare, alternativamente:

  • avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, con vaccino riconosciuto dall’EMA, con attestazione del completamento del prescritto ciclo vaccinale da almeno 14 giorni;
  • avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito a infezione da SARS-CoV-2;
  • effettuazione, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, di un test antigenico rapido o molecolare, risultato negativo.

Se non si possiede una certificazione verde nei termini sopra indicati, si può comunque entrare/rientrare in Italia seguendo la disciplina generale (vedere paragrafo precedente) per ingressi rientri dai Paesi dell’Elenco D.

I bambini al di sotto dei 6 anni di età sono sempre esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico, ma non dall’obbligo dell’isolamento, ove previsto. I minori di 18 anni sono esentati dall’obbligo di isolamento (ove previsto) solo nel caso in cui siano accompagnati da un adulto (genitore o altro accompagnatore) in possesso di Certificazione verde Covid.

Disciplina generale (senza Certificazione verde Covid)

  • Compilare un formulario on-line di localizzazione (denominato anche Digital Passenger Locator Form (dPLF);
  • disporre di un certificato che attesti il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, condotto con tampone, effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, da mostrare a chiunque sia preposto ad effettuare questa verifica;
  • informare l’azienda sanitaria competente per territorio del proprio ingresso in Italia;
  • sottoporsi comunque a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per la durata di 10 giorni. Ricordiamo che si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione);
  • al termine dei 10 giorni di quarantena, è obbligatorio effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico, condotto con tampone.

Prima di concludere e lasciarci all’appuntamento della prossima settimane, diamo un aggiornamento sulla situazione Stati Uniti. Infatti, a partire dal 21 giugno, con ordinanza 18 giugno 2021, le regole per la Certificazione verde Covid (come sopra indicate) si applicano anche per i passeggeri provenienti dagli Stati Uniti.

Fonte immagine: Lonely Planet