Otto anni fa l’agguato mafioso a Giuseppe Antoci: “Adesso cerco di trasformare il dolore in amore”

Otto anni fa l’agguato mafioso a Giuseppe Antoci: “Adesso cerco di trasformare il dolore in amore”

MESSINA – “Dopo 8 anni quel giorno è sempre vivo. Ricordo la paura le lacrime gli occhi terrorizzati delle mie figlie che sono dovute diventare di colpo delle piccole donne, una famiglia che ha visto trasformare la sua casa in un presidio militare in un Paese in cui accade tutto questo per fare semplicemente il proprio dovere“, così Giuseppe Antoci ex Presidente del Parco dei Nebrodi sfuggito a un agguato mafioso il 18 maggio 2016.

Otto anni fa l’agguato mafioso a Giuseppe Antoci

È stato salvato, dopo un violento conflitto a fuoco, dai poliziotti della sua scorta recentemente insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile che dal 1851 è stata assegnata dal Quirinale prioritariamente alla memoria.

È con queste parole che Antoci ricorda quel gravissimo attentato che dopo le stragi colpisce per la prima volta un uomo delle Istituzioni.



Le parole di Antoci

Oggi cerco di tramutare quel dolore in amore, in impegno. E insieme a Giuseppe Conte trasformare tutto questo anche in vittoria. Non la mia, ma la nostra, quella di un Paese che non si piega e va avanti con disciplina e onore“.

Così Giuseppe Antoci ex Presidente del Parco dei Nebrodi ricorda in un una nota e sui social gli avvenimenti di quella tragica notte dove il Paese stava svegliandosi, ancora una volta, con un’altra strage di mafia.