Assegno unico per i figli è legge: agevolazioni per i genitori separati e famiglie con figli disabili

Assegno unico per i figli è legge: agevolazioni per i genitori separati e famiglie con figli disabili

ITALIA – Il decreto Ponte, che prevede l’assegno unico universale per i figli minori, è stato convertito in legge. È arrivato, infatti, l’ok definitivo della Camera con 392 voti favorevoli e 29 astenuti.

Le agevolazioni previste dal decreto legge 79/2021 sono attive dal 1° luglio ma entreranno effettivamente a regime dall’1 gennaio 2022. Il decreto è volto non solo ad aiutare le famiglie con figli minori a carico, ma anche a semplificare e riordinare la normativa vigente.


Cadranno, infatti, man mano l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, l’assegno di natalità, il premio alla nascita, il fondo di sostegno alla natalità, le detrazioni fiscali e l’assegno per il nucleo familiare.

A chi si rivolge?

Le famiglie che hanno diritto all’assegno unico sono quelle che non possono beneficiare del contributo per i nuclei familiari previsto dall’art. 2 del decreto legge n. 69/1988 e che presentino cumulativamente i seguenti requisiti di accesso, cittadinanza, reddito e soggiorno:

  • avere la cittadinanza italiana, di un altro Stato membro dell’Ue con titolarità del diritto di soggiorno o di uno Stato non appartenente all’Ue purché si abbia un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere domiciliato e residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • avere la residenza in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Con riferimento alla condizione economica, occorre essere in possesso di un’ISEE in corso di validità. Attenzione: secondo la circolare INPS n. 93 del 30 giugno 2021 i benefici riguardano anche i figli minori a carico adottati o in affido preadottivo.

Quali sono gli importi?

L’allegato 1 del Decreto Ponte prevede una tabella in cui ad ogni reddito ISEE corrisponde l’importo mensile dell’assegno dovuto per ciascun figlio minore. Il beneficio, dovuto a chi presenta un reddito minimo di 7.000 euro fino ad un massimo di 50.000 euro (oltre questa soglia non si ha diritto all’assegno), varia in base all’ISEE e al numero di figli minori a carico. Inoltre è prevista una maggiorazione di 50 euro per i figli affetti da disabilità.

Come fare domanda?

L’istanza va inoltrata in modalità telematica entro il 31 dicembre 2021, solo una volta e per ogni figlio. Sono autorizzati a ricevere la domanda l’INPS nonché gli istituti di patronato e di assistenza sociale.

Cosa prevede il decreto nella sua ultima versione?

Con l’approvazione in Senato, sono state introdotte le seguenti novità:

  • l’assegno deve essere corrisposto dall’INPS e va ripartito in pari misura tra i genitori, ad eccezione del caso in cui il nucleo familiare disponga di un solo conto corrente;
  • in assenza dei genitori, l’assegno va corrisposto a chi esercita la responsabilità genitoriale;
  • l’erogazione avviene con accredito su conto corrente (bancario o postale) ovvero mediante bonifico domiciliato (ferma restando la fattispecie di corresponsione in forma d’integrazione della misura del Reddito di cittadinanza);
  • in caso di separazione, divorzio, annullamento o scioglimento del matrimonio, l’assegno è riconosciuto al genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, ad entrambi i genitori in pari misura (a ciascuno spetta il 50% dell’assegno).

La misura, che è destinata ad aiutare circa 1,5 milioni di famiglie, è compatibile con altri aiuti per i figli provenienti dalle Regioni e dagli Enti locali.