Festa della Repubblica e modalità di voto: le donne fanno crollare la Monarchia

Festa della Repubblica e modalità di voto: le donne fanno crollare la Monarchia

ITALIA – Come ogni anno si celebra la Festa della Repubblica, istituita per ricordare il referendum con cui nel 1946 gli italiani scelsero la nuova forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Vinse la Repubblica sulla precedente Monarchia con una votazione a suffragio universale in cui poterono votare anche le donne.

Quasi 25 milioni di cittadini nazionali presero parte alla storica votazione e da quel giorno iniziò per il territorio italiano una nuova era. Il 54,2% scelse la Repubblica mentre il 45,7% rimase ancorato alla  Monarchia.


Contestualmente furono votati i rappresentati della Costituente, ovvero i parlamentari che avrebbero dovuto scrivere la Costituzione.

Il cerimoniale ufficiale della celebrazione di Roma prevede l’alzabandiera solenne all’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro da parte di Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica, alla presenza della massime cariche dello Stato tra cui il Presidente del Senato, Presidente della Camera, il Presidente del Consiglio dei ministri, il Presidente della Corte costituzionale, del Ministro della difesa e del Capo di stato maggiore della difesa. Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, le Frecce Tricolori attraversano i cieli di Roma conferendo quel senso di patriottismo che da manca da molto tempo.

In Italia le donne furono considerate cittadine al pari degli uomini solo alla fine della seconda guerra mondiale, il 10 marzo del 1946. La loro prima occasione di voto non fu il referendum del 2 giugno 1946 come si pensa, ma bensì le elezioni amministrative di qualche mese prima, quando le cittadine italiane risposero in massa facendo superare l’89% di affluenza alle urne.

La gioventù del tempo rischiava di andare in frantumi a seguito dei frequenti conflitti. C’era molta stanchezza, quasi rassegnazione: tutti elementi che potevano essere usati come leva per un profondo e radicale cambiamento.

Le donne erano spinte dal desiderio di poter cambiare, anche andando contro l’educazione che si aveva ricevuto.

Era una continua lotta per la libertà, per migliorare le condizioni di vita delle persone di sesso femminile, nel rispetto delle donne. Il voto alle donne rappresentava il raggiungimento della parità con gli uomini, verso un benessere più diffuso per tutta la comunità e questo ha trovato la sua più concreta rappresentazione durante le votazioni del 1946.

L’istruzione, oggi come allora, è cruciale per avere la consapevolezza delle proprie scelte e per acquisire quelle conoscenza che bisogna saper trasmettere per il futuro.

Foto di repertorio