Quando smontare albero e presepe? Abbiamo sempre sbagliato: la data è il 2 febbraio, ecco perché

Quando smontare albero e presepe? Abbiamo sempre sbagliato: la data è il 2 febbraio, ecco perché

ITALIA – Con l’Epifania è ufficialmente terminato l’ultimo periodo di festa per il 2020. In questa giornata, infatti, ci si prepara a tornare alla “normalità”, mettendo nuovamente negli scatoloni addobbi, festoni, smontando l’albero e il presepe.

C’è, però, anche chi non accetta la fine delle “vacanze natalizie” e cerca di posticipare di qualche giorno questo momento di “addio” e tristezza generato dalla sistemazione degli addobbi da riporre in cantina o nello sgabuzzino in attesa del prossimo Natale.


Questi ultimi, probabilmente, non sanno che, in verità, fanno bene. L’albero e il presepe, infatti, si dovrebbero togliere il 2 febbraio e non il 6 gennaio come siamo abituati a fare. Vediamo perché.

La festa della Candelora

Si celebra proprio il secondo giorno del secondo mese dell’anno la festa della Candelora, che segna la fine del tempo di Natale, una tradizione che affonda le radici nel tempo ma che non tutti conoscono.

Per i cattolici, infatti, tale momento di festa rappresenta la benedizione delle candele (simbolo di luce per illuminare i fedeli) da parte di Gesù, effettuata al Tempio. Ma non è tutto: il 2 febbraio è anche il giorno della Purificazione di Maria, dopo 40 giorni dalla nascita di Cristo.

Per la tradizione ebraica, infatti, la donna che dava alla luce un maschio, per i successivi 40 giorni, veniva considerata “impura” e, quindi, necessitava di una vera e propria purificazione. Ecco che Maria, infatti, compii tale usanza proprio il 2 febbraio, quasi a voler chiudere il cerchio iniziato proprio il 25 dicembre con la nascita di Gesù.

Ma la festa della candelora non è una ricorrenza prettamente cattolica: anche la Chiesa ortodossa e alcune protestanti la celebrano ed è usanza che i fedeli portino le candele per la benedizione.

Lupercali romani e festa della Candelora

In origine la data prescelta per i festeggiamenti non era il 2 ma il 14 febbraio (40 giorni dopo l’Epifania) e la denominazione di “Candelora” deriva, probabilmente, dalla somiglianza con le fiaccolate rituali che gli antichi romani facevano nei Lupercali, i quali cadevano proprio a metà febbraio.

Il collegamento tra le due feste è da ravvisarsi soprattutto nell’idea di purificazione: febbraio, infatti, era il mese purificatorio per eccellenza. Fu Papa Gelasio I che chiese ed ottenne dal Senato, poi, l’abolizione dei Lupercali, lasciando spazio alla festa della Candelora e, nel VI secolo, la ricorrenza fu anticipata dal 14 al 2 febbraio, così come è ancora oggi.

festa candelora

Tra benedizione e riti magici

Festum candelarum” è il termine latino da cui deriva la parola “Candelora” ed è collegato all’usanza di benedire le candele prima di portarle in processione. La tradizione vuole che queste difendano i fedeli contro qualsiasi tipo di calamità.

Anticamente, però, c’era anche un rito magico da effettuare per verificare se un soggetto era stato o colpito dal malocchio oppure no: proprio il giorno della Candelora, si immergevano 3 capelli in acqua e si aggiungevano 3 gocce d’olio (che entravano in contatto prima con le dita dell’interessato).

Se le gocce rimanevano intere al centro, la persona era “pura”, senza cattiva sorte, altrimenti c’era qualcosa che non andava. Si tratta, ovviamente, di un rituale magico che, come tale, lascia il tempo che trova.

I proverbi sulla Candelora

Il dialetto, come in ogni circostanza, è sempre presente nelle realtà italiane e, anche in questo caso, sono tanti i proverbi che legano le previsioni meteo dei giorni futuri al clima che si registra proprio il 2 febbraio.

In generale il detto recita: “Se c’è sole il giorno della Candelora siamo fuori dall’inverno, se piove e c’è vento siamo dentro l’inverno“, con tutte le varianti locali, naturalmente. A ciascun territorio, poi, la sua espressione tipica.

E a Catania?

A Catania, invece, la Festa della Candelora viene completamente inglobata in quella della patrona Agata, che si celebra dal 3 al 5 febbraio. A precedere il busto della santa, infatti, ci sono le Candelore, Cerei votivi, che sfilano per la città mostrando tutta la loro magnificenza.

Ma cosa sono? Si tratta di grosse ed imponenti costruzioni scolpite, decorate e dorate in superficie e ciascuna richiama una corporazione di arti e mestieri. Durante la festa di Sant’Agata, vengono portate rigorosamente “a spalla” dai devoti: sforzo non indifferente dato il peso importante che hanno.

Anche in questo caso lo scopo è quello di “illuminare” il sentiero della patrona, sebbene per i fedeli catanesi ci sia molto di più sotto. È un vero e proprio “sentimento” popolare che si rinnova ogni anno. Ma questa è tutta un’altra storia.