“La famiglia non è una cosa importante, è tutto”: la Giornata Internazionale per celebrare genitori e figli

“La famiglia non è una cosa importante, è tutto”: la Giornata Internazionale per celebrare genitori e figli

ITALIA – Punto di riferimento, centro d’aggregazione e motore della vita di ciascuno, la famiglia riveste nella società odierna un’importanza notevole nella crescita dei suoi componenti, nella formazione del loro carattere e dei valori che saranno alla base di ogni scelta.

Amore, rispetto, felicità e condivisione sono i pilastri su cui si fonda. Per racchiudere tutto in una massima: “La famiglia non è una cosa importante, è tutto“, secondo quanto scrive Michael J. Fox.

Giornata Internazionale delle Famiglie

A tal proposito, nel 1994 è stata istituita dalle Nazioni Unite (ONU) la Giornata Internazionale delle Famiglie, sottolineandone ancora una volta l’assoluta rilevanza. Si celebra, ogni anno, proprio il 15 maggio.

Il tema della 59esima sessione della Commissione per lo Sviluppo Sociale è “Transizione socialmente giusta verso lo sviluppo sostenibile: il ruolo delle tecnologie digitali sullo sviluppo sociale e il benessere di tutti“. Si analizzano, come è facilmente intuibile, gli impatti delle nuove tecnologie sul mood familiare e sulla gestione degli affetti.

Argomento centrale soprattutto a seguito della pandemia da Covid-19 contro cui il Mondo intero sta lottando. È chiaro che la situazione emergenziale ha accelerato i cambiamenti tecnologici che prima erano soltanto avviati, contribuendo con l’ampliamento dello smart working, l’utilizzo di piattaforme digitali per la didattica e quant’altro.

Muta, quindi, il lavoro, l’istruzione e la comunicazione. Come per ogni cosa, però, il “prezzo” da pagare è un’eccessiva staticità, assenza di contatti e rapporti con il prossimo. La Giornata Internazionale delle Famiglie, oltre tutti gli altri scopi, vuole sensibilizzare ulteriormente su questi lati negativi, affrontandone gli effetti in tema di benessere del nucleo familiare.

Famiglia

La famiglia nel tempo

C’è da dire, comunque, che nel tempo il concetto di famiglia è cambiato: da uno stampo prettamente patriarcale, dove tutto ruotava intorno al potere del padre-padrone, si è arrivato a un’equiparazione di ruoli con la moglie, che gestisce in egual misura l’educazione della prole.

Spesso, tra l’altro, si trattava di un nucleo allargato poiché insieme ai genitori e figli vivevano anche zii e nonni. Oggi, invece, i meccanismi interni della vita familiare sono mutati: madre e padre lavorano entrambi, per esempio, in passato inconcepibile.

Dopo il referendum abrogativo del ’74 in cui vinse il “no” e gli italiani scelsero di mantenere in piedi l’istituto del divorzio, si è creata maggiore libertà di avere anche famiglie costituite da due nuclei familiari diversi, dove le coppie hanno figli propri e altri nati da precedenti unioni.

Ancora, anche genitori omosessuali o single rientrano a tutti gli effetti nel concetto di famiglia, sposarsi è diventata una scelta e non più un obbligo. Fioccano, infatti, le convivenze che sono molto più frequenti rispetto al passato.

Certo che, al giorno d’oggi, il termine “famiglia” ricomprende anche tutti coloro che, seppur non del nostro stesso sangue, sono piombati nella nostra vita e l’hanno arricchita. Gli amici, spesso, si chiamano “seconda famiglia” o la “famiglia che ti scegli“. In certi casi, ovviamente, è proprio così.

Rapporto genitori-figli

Negli anni è mutato anche il rapporto genitori-figli. Più passa il tempo e più ci si apre sempre più, si concedono libertà maggiori a discapito – spesso – di un dialogo tra “generazioni”. Spesso, si sta fuori molto tempo per lavoro, anche intere giornate, e i figli passano le ore con i nonni. Nelle ipotesi peggiori, si cresce senza una vera e propria figura di riferimento e questo, inevitabilmente, si ripercuote su tratti caratteriali che, invece, vanno domati.

La pandemia e l’annessa convivenza forzata, però, ha fatto emergere diversi profili conflittuali ed elementi di crisi all’interno delle singole famiglie. A incidere è anche la mancanza di reddito che rende tutti i componenti più nervosi, creando tensioni e condizionando anche i rapporti con i figli.

Quel che conta, invece, è ristabilire l’equilibrio familiare per vivere in un clima sereno, che agevola anche l’approccio con l’esterno. In fondo, “una famiglia felice non è che un anticipo del paradiso“, come diceva George Bernard Shaw.