ITALIA – Il boss ergastolano catanese Giuseppe Salvo, noto come “Pippo ‘u carruzzeri” e detenuto nel carcere di Opera, è morto all’età di 76 anni in un ospedale della Lombardia, in cui era stato trasferito per l’aggravarsi del suo stato di salute.
È morto il boss catanese Giuseppe Salvo
La Procura del capoluogo lombardo ha disposto l’autopsia. Giuseppe Salvo era nato nel quartiere di San Cristoforo di Catania il 18 marzo 1949, ed era titolare di un’autocarrozzeria. Proprio da questo deriva infatti il soprannome, ereditato anche dai figli.
La storia del capomafia in breve
Negli anni ’70 aderì al gruppo criminale che si contrappose alla famiglia etnea di Cosa Nostra, guidata da Nitto Santapaola. Fu uno degli esponenti di punta del clan Savasta, che faceva riferimento al boss Antonino Puglisi. Nel corso di una faida interna, uscì indenne da due agguati, Successivamente, il boss lasciò il clan Savasta e si legò prima al gruppo mafioso di Salvatore “Turi” Pillera e dopo a quello di Salvatore “Turi” Cappello.
I suoi “successori”
Nel 1989 subì un terzo attentato. Giuseppe Salvo venne infine arrestato nel 1990 nell’ambito di un blitz che coinvolse anche dei politici. La sua “eredità criminale” è stata presa in mano dai figli, Giampiero e Massimiliano Salvo. Il primo ha recentemente scritto al presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, per affermare la “dissociazione dal clan Cappello“. Il secondo invece, detenuto al 41bis per mafia, è ritenuto un elemento di spicco del clan Cappello di Catania.




