Castello San Marco Charming Hotel

Castello San Marco Charming Hotel

Daniele Murabito Web

Tra Taormina e l’Etna, una splendida Dimora settecentesca sul mare, location esclusiva per soggiorni di puro relax, meeting e serata di gala. All’interno delle possenti mura di cinta, ambienti che profumano di storia

Tra Taormina e l’Etna, natura e cultura, presente e passato fanno a gara per vincere in bellezza. Sulla costa orientale della Sicilia sorge il Castello San Marco charming hotel fine restaurant & SPA, un’antica dimora circondata da un rigoglioso parco, a pochi passi dal mare. Un edificio che “profuma” di storia in ogni angolo, ma che oggi veste l’abito di un superlativo luogo di accoglienza turistica e congressuale. Al Castello San Marco charming hotel fine restaurant & SPA l’ospitalità è sacra, come  fu in passato.

Già, il passato. Perché la storia del Castello affonda nel diciassettesimo secolo, quando Ignazio Sebastiano Gravina Cruyllas, Principe di Palagonia, al quale è appartenuto anche il celebre palazzo dei “mostri” di Bagheria, procedendo nell’opera di riorganizzazione dell’economia del feudo e delle sue infrastrutture, intraprende (fin dal 1689) la costruzione di un fondaco e di una nuova residenza nella spiaggia di Calatabiano dove esiste una sorgente d’acqua dalla quale deriva la denominazione data alla contrada “dell’Acquicella”. Quindi questa residenza con i fabbricati annessi non va vista come centro di un’azienda agricola ma va letta e interpretata come polo commerciale e nodo vitale di un complesso sistema economico che comprendeva un vastissimo entroterra.

Oggi, l’elegante Magione ed i suoi annessi sono il segno più possente e visibile di quel passato. Ma il Castello è come uno scrigno, all’interno del quale si scoprono, a ogni passo, ambienti da favola: imponenti torri e scaloni barocchi, giardini di vegetazione mediterranea e tropicale, un meraviglioso mosaico di terrazzi, antiche macine, una deliziosa cappella privata ed ancora cortili, piscine e la vicina spiaggia privata.

Immerse nel parco del Castello, trenta deliziose camere d’hotel di cui cinque lussuose suite e dieci confortevoli Junior suite, arredate in stile antica Sicilia, ciascuna con il proprio terrazzo giardino.

All’interno ampi saloni delle feste, archi in pietra lavica, meravigliosi camini, lampadari lucenti: tutti dettagli che testimoniano una nobiltà ricca e sfarzosa.

Fiore all’occhiello del Castello il ristorante “a la carte” Mastri Flavetta, che offre una cucina dagli ingredienti selezionatissimi, alcuni coltivati in maniera naturale direttamente nella tenuta privata.

La carta dei vini conta più di 150 etichette prevalentemente isolane ma anche nazionali ed internazionali che possono anche essere sorseggiate all’interno di un’antica vineria oggi trasformata in accogliente e confortevole salotto.

A breve sarà aggiunto inoltre, ai servizi di qualità offerti dalla struttura, una particolare area SPA denominata Aquae Leonis, che andrà a legarsi alla filosofia di benessere propria di questo luogo.

Luoghi che raccontano di sé e del loro passato, illuminati da luci calde e mai invadenti; un tono morbido e distensivo e un’organizzazione che dona sempre ai propri ospiti un servizio discreto e professionale e… solare.

Per congressi, convention, sfilate di moda, sono particolarmente attrezzati  il salone Principe di Palagonia  (250 metri quadri e una capacità di circa 180 posti a teatro) e il salone Cruyllas.

Grandi  aree, sia all’aperto che all’interno, sono utilizzabili per esposizioni.

Per il post congress si organizzano spettacoli, seminari, visite guidate ed escursioni. Dall’Etna a Taormina, il meglio della Sicilia è a pochi chilometri: dalle gole e dalle cascate di Alcantara, ai mosaici di Piazza Armerina, dal borgo medioevale panoramico di Forza d’Agrò, alle architetture barocche di Acireale. E poi Siracusa, Noto, Caltagirone.  Le possibili mete di escursioni con partenza dal Castello di San Marco sono innumerevoli.

Il Direttore Daniele Murabito confessa, non celando l’orgoglio: “Con giusto rispetto, credo che il Principe Ignazio, non avrebbe mai immaginato il suo Castello come meta di tanti viaggiatori provenienti d’ogni parte del mondo ma, dopotutto, sono certo che essi sarebbero stati accolti con la stessa ‘proverbiale’ ospitalità, allora come oggi”.

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