Dalle uova bollite a quelle in oro: ecco la vera storia dell’uovo di Pasqua

Dalle uova bollite a quelle in oro: ecco la vera storia dell’uovo di Pasqua

Ogni anno sia grandi che piccini, in occasione dei festeggiamenti della Santa Pasqua, aspettano con ansia di scartare e mangiare l’uovo di cioccolato.

Le origini dell’uovo in cioccolato sarebbero da ricondursi, secondo degli storici, all’esuberante Re Sole, Luigi XIV. Infatti, pare che fu lui a chiedere la preparazione di un uovo al suo chocolatier. Però, l’usanza di regalare uova nel periodo pasquale risale al Medioevo.



Infatti, l’uovo, sin dall’antichità, ha avuto una funzione simbolica importantissima. Per gli egizi rappresentava l’origine di tutto e fulcro dell’esistenza. I persiani, invece, in occasione della primavera, periodo del risveglio della natura, della fertilità e della giovinezza, amavano regalarsi delle uova come simbolo di nuova vita.

Il Cristianesimo, poi, basandosi sulle tradizioni, ha reinterpretato, alla luce delle Nuove Scritture, il simbolismo dell’uovo che, successivamente, verrà legato al miracolo della Resurrezione di Cristo.


L’usanza, però, del regalarsi uova si diffonderà nuovamente nel Medioevo dove era usanza distribuirne alcune bollite. Quest’ultime erano avvolte nei fiori per far si che si colorassero. Nei ceti più ricchi e nobiliari era invece consuetudine farne fabbricare in argento, platino o oro.

Famose saranno le uova decorate degli Zar di Russia fabbricate dall’orafo Fabergé. Queste ultime infatti, al loro interno contenevano un altro uovo con un regalo: la riproduzione della corona imperiale e un pulcino.

Allora non ci resta che augurare una Buona Pasqua fatta di cioccolata.