Vertenza Sicep, riunione in prefettura. Potenza: “Incentivo timida apertura”

Vertenza Sicep, riunione in prefettura. Potenza: “Incentivo timida apertura”

CATANIA – Una nuova riunione, ma la musica rimane sempre la stessa, malgrado un briciolo di speranza resti.


Questa mattina alle 10,30 alla prefettura di Catania si è svolto l’incontro tra il viceprefetto, Tommaso Mondello, i vertici delle sigle sindacali e quelli della Sicep, la società occupata nella prefabbricazione in Sicilia che alla fine dello scorso mese di giugno ha annunciato una procedura di licenziamento per 24 dipendenti.


Dopo il tavolo convocato a Belpasso, nel Catanese, sede dell’azienda, quindi, una nuova “puntata” di questa vertenza, che però, come vedremo, non ha sortito gli effetti sperati per i lavoratori.


Presenti all’incontro Nino Potenza, segretario generale Feneal Uil Catania, Orazio Grillo, segretario provinciale Ugl Catania, Carmelo Restifo, segretario generale Fillea Cgil Caltagirone, Rosario Di Mauro, segretario Filca Cisl Catania, Giuseppe Faraci e Luigi Marchese, rappresentanti sindacali aziendali.



L’azienda rimane ferma sulle sue posizioni non aprendo la cassa integrazione e si è mostrata disponibile a discutere di un incentivo minimo per motivazioni che riguarderebbero il proseguimento dell’attività, come spiega Nino Potenza (Feneal Uil): “C’è stata questa timida apertura, sotto pressione della prefettura, a concedere un incentivo minimo al licenziamento. Loro dicono che non hanno commesse per garantire il rientro, ma a noi non risulta perché i 14 dipendenti che resterebbero in azienda devono lavorare e qualcosa da fare c’è. Ci sarà giorno 13 l’incontro alla Dtl e dobbiamo capire se questo esubero c’è”.

Ma ciò che sta a cuore ai vertici sindacali è il problema sociale della procedura, in quanto “non ci può essere – conclude Potenza – una spada di Damocle sulla testa dei lavoratori. La società ci accusa di aver sviato il tavolo di confronto, cosa non vera, e non ha accettato nemmeno la proposta di riduzione orario di lavoro. Verrebbe meno il comparto della produzione e ci chiediamo come ciò non crei scompensi. L’incentivo non andrebbe oltre i 5mila euro lordi e se giorno 13 non dovesse cambiare nulla i dipendenti impugneranno la causa legale”.