Verifiche antidroga dei Falchi: sequestrati hashish, cocaina e crack. Avrebbero fruttato 70mila euro - Newsicilia

Verifiche antidroga dei Falchi: sequestrati hashish, cocaina e crack. Avrebbero fruttato 70mila euro

Verifiche antidroga dei Falchi: sequestrati hashish, cocaina e crack. Avrebbero fruttato 70mila euro

PALERMO – La Polizia di Stato ha sequestrato una gran quantità di droga e una considerevole somma di denaro, presumibile provento di illeciti e arrestato un pregiudicato palermitano, ritenuto un “grossista” di stupefacenti, Vincenzo De Simone, 51enne.

Sono gli esiti di una importante operazione antidroga condotta dai Falchi della Sezione “Contrasto al crimine diffuso” della Squadra Mobile di Palermo nel quartiere Borgo Nuovo.



In via Assoro, i poliziotti stavano effettuando dei servizi di controllo del territorio quando la loro attenzione è stata attirata dal comportamento sospetto di un automobilista che, senza sapere di essere scrutato, ha arrestato la marcia in prossimità di una edificio scambiando velocemente qualcosa con un residente, per poi allontanarsi. Gli agenti l’hanno seguito, lo hanno fermato e hanno trovato una dose di hashish addosso a ciascuno dei due occupanti del mezzo.

Con l’ausilio di altre pattuglie della Squadra Mobile, tempestivamente sopraggiunte sul posto, è stato cinturato l’edificio di via Assoro e si è proceduto a un’accurata perquisizione domiciliare al termine della quale i poliziotti hanno effettuato l’arresto di Vincenzo De Simone, volto noto agli agenti per precedenti specifici, e il sequestro di un ingente quantitativo di droga di diverso tipo.


Ssono stati, infatti, trovati e sequestrati quasi 5 chili di hashish, 300 grammi di cocaina, 20 grammi di crack (da cui si sarebbero potute ricavare diverse migliaia di dosi), bilancini di precisione, materiale per il taglio e il confezionamento e, circa, 3.500 euro in contanti. I due acquirenti dello stupefacente sono stati, invece, segnalati quali assuntori alla competente autorità amministrativa.

Sono in corso ulteriori indagini per risalire all’origine e alla destinazione dello stupefacente che, in ragione della sua considerevole quantità, sarebbe stato presumibilmente destinato non soltanto ai consumatori finali ma anche a spacciatori intermedi, potendo fruttare al dettaglio oltre 70mila euro.