Unguenti afrodisiaci, fruste e cinghie: impiegato ragusano affittava appartamento a prostitute. IL VIDEO - Newsicilia

Unguenti afrodisiaci, fruste e cinghie: impiegato ragusano affittava appartamento a prostitute. IL VIDEO

Unguenti afrodisiaci, fruste e cinghie: impiegato ragusano affittava appartamento a prostitute. IL VIDEO

RAGUSA – Nuovo colpo messo a segno dalla Polizia ragusana nella lotta alla prostituzione.

La Squadra Mobile iblea, nella giornata di ieri, è infatti riuscita a trovare e sequestrare un appartamento di via Carso, di proprietà di un impiegato ragusano, affittato frequentemente, ed esclusivamente senza contratto, a giovani prostitute di diverse nazionalità.



Un’indagine iniziata dalla Questura di Ragusa dopo le numerose telefonate dei vicini al 113 che denunciavano la presenza di numerose code di uomini, ma anche ad una testimonianza fisica della dirimpettaia, infastidita sia dalla presenza delle prostitute che dai continui problemi che venivano a crearsi con questa situazione.

Non sono libera di uscire ed entrare quando e come voglio da casa mia perché c’è gente in fila che, solo quando mi guarda, mi fa venire i brividi – afferma la donna – in più occasioni mi hanno citofonato per chiedermi di entrare, ho dovuto staccare la luce per evitare di essere disturbata e impaurita”.


Parole che hanno da subito attivato la Squadra Mobile ragusana che, ieri pomeriggio intorno alle 18.00, ha organizzato un appostamento nei pressi della “casa del piacere”. Gli agenti in borghese, ricevuta la segnalazione da una vicina della presenza di un cliente all’interno dell’appartamento, hanno deciso di fare irruzione.

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All’interno, oltre all’anziano cliente, hanno trovato una giovane universitaria rumena che si stava prostituendo. Oltre ai due, scortati immediatamente in centrale, gli agenti hanno scoperto nell’appartamento un ampio set di “giochi”: falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso.

Identificato e congedato il cliente, la giovane prostituta rumena ha confessato di vendere il proprio corpo sin da quando è arrivata in Italia, anche se ha ammesso di farlo volontariamente e per una situazione economica che non le permetteva di continuare gli studi.

Dopo la confessione della ragazza, gli agenti hanno deciso di contattare il dipendente pubblico ragusano, proprietario dell’immobile. L’uomo ha ammesso di non aver stipulato i contratti d’affitto giustificandosi col fatto che “le donne si fermavano per poche settimane“. 

L’uomo, adesso, dovrà rispondere di mancata registrazione di contratto di locazione e di evasione fiscale.

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