Resto al Sud, contributi a fondo perduto fino al 50%: arriva la versione potenziata per il rilancio del Mezzogiorno

Resto al Sud, contributi a fondo perduto fino al 50%: arriva la versione potenziata per il rilancio del Mezzogiorno

PALERMO – Arriva fino al 50% il contributo a fondo perduto previsto dal progetto “Resto al Sud“. Si tratta di una delle novità introdotte con l’emendamento al decreto Rilancio, per potenziare il sostegno alle regioni del Mezzogiorno.

La misura “Resto al Sud” è stata introdotta nel 2017 e sostiene lo sviluppo e la crescita di nuove attività imprenditoriali e professionali nelle regioni del sud Italia e nelle aree del centro colpite dai terremoti del 2016 e 2017: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Lazio, Marche e Umbria.


L’incentivo, prima delle modifiche del decreto Rilancio, consisteva in un vero e proprio contributo a fondo perduto del 35% dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario a tasso zero del 65% dell’investimento complessivo. Il tutto applicabile nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, di pesca e acquacoltura. E ancora fornitura di servizi alle imprese e alle persone e la nascita di attività turistiche.

Con l’emendamento al dl Rilancio, il finanziamento “Resto al Sud” verrà articolato nella maniera che segue: si passa dal 35% al 50% come contributo a fondo perduto e al 50%, anziché 65%, come prestito a tasso zero. Aumenta, inoltre, da 50mila euro a 60mila euro il finanziamento massimo erogabile ad ogni beneficiario. Rimane invariato a 200mila euro il tetto massimo del finanziamento che può essere concesso alle società.


I beneficiari rimangono gli stessi, ossia giovani dai 18 ai 45 anni e professionisti che intendono avviare nuove attività nella loro terra di origine.

Immagine di repertorio