Rapine violente ad anziane sole in pieno giorno e a volto scoperto: arrestato 22enne, si cercano complici - Newsicilia

Rapine violente ad anziane sole in pieno giorno e a volto scoperto: arrestato 22enne, si cercano complici

Rapine violente ad anziane sole in pieno giorno e a volto scoperto: arrestato 22enne, si cercano complici

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – All’alba di oggi, a Enna, i carabinieri del comando provinciale di Messina e quelli di Enna, con l’ausilio dello squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia e del Nucleo Cinofili di Nicolosi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal procuratore Emanuele Crescenti, a carico di un giovane barcellonese, Angelo D’Amico, 22 anni.

Il ragazzo è ritenuto responsabile di due rapine commesse ai danni di un’anziana di 89 anni e di una rapina con successivo tentativo di estorsione ai danni di una signora di 92 anni.



Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa attività d’indagine, sviluppata nei mesi di marzo, aprile e maggio di quest’anno dal Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Operativa della compagnia carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, il dottor Alessandro Liprino, che ha consentito di documentare, raccogliendo elementi univoci e convergenti, tre episodi delittuosi perpetrati all’interno delle abitazioni nelle quali le due anziane barcellonesi vivevano da sole.

Le investigazioni, in particolare, hanno permesso di ricostruire come l’indagato, senza alcuna remora, agendo in pieno giorno, a volto scoperto e mediante violenza e minaccia nei confronti di chi per età e vigore fisico non poteva difendersi, abbia compiuto reati predatori impossessandosi di monili d’oro e denaro contante tenuti in casa dalle vittime.


I primi due episodi sono avvenuti nel marzo 2019, a un giorno di distanza l’uno dall’altro, in concorso con altri due soggetti rimasti ignoti. I rei, dopo aver bussato con forza sulla porta dell’abitazione, affinché l’anziana aprisse, avevano immobilizzato la donna, sola in casa.

L’arrestato, dopo averle stretto una mano sulla bocca per impedirle di gridare e chiedere aiuto, le aveva sfilato con forza la fede nuziale dal dito, mentre i complici rovistavano in casa, impossessandosi della 250 euro in contanti e monili d’oro.

La signora aveva deciso di non chiamare i soccorsi, ma il giorno successivo i tre rapinatori erano tornati nell’abitazione, rompendo il vetro di una porta finestra e davanti alla donna, irretita dalla paura per quanto accaduto il giorno precedente, avevano portato via altri 450 euro in contanti.

Le immediate indagini svolte a seguito della denuncia dell’anziana hanno permesso di individuare l’odierno indagato. Durante le attività investigative, inoltre, è stato accertato che il 22enne aveva consumato un’ulteriore rapina nei confronti di una conoscente, un’anziana 92enne, anche lei sola in casa, alla quale doveva consegnare della merce.

Nella circostanza il rapinatore, dopo essere entrato in casa e aver poggiato i prodotti sul tavolo, ha infilato una busta di plastica sulla testa della donna e, stringendo con forza, l’ha trascinava in camera da letto, dove l’ha scaraventata sul letto mettendole un cuscino sul volto per impedirle di urlare.

Il giovane, dopo averle intimato di consegnare il denaro, si è impossessato di alcuni oggetti in oro del valore di circa 3mila euro e le ha ordinato di consegnargli quel pomeriggio la somma contante di 10mila euro. La donna è riuscita a farlo allontanare dicendogli che da lì a poco sarebbe intervenuto il suo medico, con cui aveva un appuntamento, e che questi sarebbe potuto entrare in qualsiasi momento.

I militari, dopo aver identificato la vittima, hanno ricostruito l’episodio delittuoso anche grazie ai testimoni e ad attività tecniche, acquisendo un grave e univoco quadro indiziario a carico del 22enne, che si era rifugiato in provincia di Enna.

I carabinieri stanno proseguendo le attività per l’individuazione dei complici e verificando il coinvolgimento dell’odierno indagato anche in altri fatti reato avvenuti negli ultimi mesi, invitando le eventuali vittime di analoghi episodi a rivolgersi alla stazione carabinieri più vicina per sporgere denuncia.

 

 

Immagine di repertorio

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