Operazione Jewel Thieves: furti in abitazione, nei cantieri e di rame. NOMI, FOTO e VIDEO degli arrestati

Operazione Jewel Thieves: furti in abitazione, nei cantieri e di rame. NOMI, FOTO e VIDEO degli arrestati

ENNA – All’alba di questa mattina la polizia e i carabinieri di Enna, a conclusione di un’articolata e complessa attività investigativa denominata Jewel Thieves, hanno proceduto all’arresto di 3 persone di nazionalità romena, facenti parte di un’associazione a delinquere votata alla commissione di reati contro il patrimonio nelle province di Enna, Caltanissetta e Agrigento. Grazie all’azione degli investigatori, è stata recuperata anche parte della refurtiva, come monili e gioielli.

A partire dal mese di novembre 2018 e sino agli inizi del mese di gennaio 2019, si era registrata a Enna, nella parte bassa del capoluogo, una rapida serie di furti in abitazione, tutti perpetrati con le stesse modalità. I malfattori agivano forzando gli infissi della parte posteriore delle case, per lo più adiacenti ai giardini o terreni circostanti, che fungevano da terrapieni attraverso i quali si poteva accedere anche ai piani superiori delle abitazioni. Una volta entrati nelle case, bloccavano le porte d’ingresso al fine di impedirne l’apertura dall’esterno, nel caso dell’arrivo dei proprietari durante l’esecuzione dei colpi, così da potersi garantire la fuga senza essere visti.



Al primo piano c’è qualcuno in casa mentre al secondo piano sembra che non c’è nessuno!”, diceva un componente della banda e, in pochi istanti, dimostrando una straordinaria agilità, i suoi complici si arrampicavano fino al secondo piano, forzavano uno degli infissi sul balcone ed entravano nella casa, scelta prediligendo finestre con serrande alzate. Una volta dentro, dopo essersi accertati di non trovare nessuno in casa, gli stessi ladri bloccavano la porta con i mobili più grandi, affinché nessuno potesse entrare all’improvviso, e si dedicavano a una rapida raccolta della refurtiva. Nel frattempo “il palo”, fuori in strada, monitorava l’arrivo di possibili residenti. Sempre lo stesso schema, ripetuto ogni volta, senza preoccuparsi più di tanto della reale presenza o meno di persone nelle proprie abitazioni, e con un coordinamento costante: “Stai in telefon!” (resta al telefono in rumeno).

Tali fatti hanno suscitato notevole preoccupazione nei residenti, creando particolare allarme sociale in tutto il capoluogo. Nel corso dell’ultimo episodio di furto registratosi in Enna, nel pomeriggio dell’11 gennaio 2019, gli autori sono stati indicati come sei persone che, allontanatesi in modo repentino dall’abitazione dove avevano messo a segno il colpo, erano salite a bordo di un’auto, dandosi alla fuga in direzione di Caltanissetta. Attivate immediatamente le ricerche da parte delle forze dell’ordine, poco dopo, la segnalata auto è stata intercettata e bloccata all’ingresso di Caltanissetta da parte di una pattuglia della polizia stradale del capoluogo nisseno. Nel corso del controllo e della perquisizione del veicolo, è stata recuperata argenteria e altri oggetti riconducibili al furto commesso poco prima a Enna. Nell’occasione le persone sono state denunciate per i reati di ricettazione e altro, e la refurtiva è stata recuperata e restituita alle vittime.


La Procura della Repubblica al Tribunale di Enna ha avviato immediatamente un’inchiesta, che è riuscita a fare luce sulle decine di furti in abitazione che avevano funestato Enna nel giro di pochi mesi. I poliziotti e i militari, in perfetta sinergia,  hanno iniziato, a ritmi serrati, l’indagine, con attività di intercettazione telefonica e di analisi di tabulati telefonici pregressi, facendo luce, inoltre, su altri reati predatori commessi nelle province di Agrigento e Caltanissetta, come diversi episodi di furto in abitazione e di furto di cavi telefonici di rame ai danni della Telecom Italia Spa e numerosi e ingenti furti di carburante. A completare il quadro delle indagini anche l’acquisizione delle denunce delle vittime e delle dichiarazioni dei testimoni e i numerosi servizi di osservazione sul territorio. Le indagini hanno permesso di delineare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere.

Anche i familiari degli indagati consideravano queste attività criminose alla stregua di un lavoro qualsiasi: “Sono andati a rame!” rispondeva serenamente la compagna di uno dei ladri alla madre dello stesso, al fine di tranquillizzarla sul fatto che non avesse trovato a casa il figlio. Sulla base di tali elementi, il pubblico ministero titolare delle indagini ha avanzato al competente giudice per le indagini preliminari la richiesta di misura cautelare nei confronti degli indagati. In seguito alla richiesta, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Enna ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Adrian Bureta, 28 anni, con precedenti di polizia per furto aggravato e altro, Florin Bureta, 25 anni, fratello di Adrian, con precedenti di polizia per guida senza patente, e Cosmin Aristotel Sulic, 32 anni, con precedenti di polizia per furto e altro. Tutti loro (da sinistra a destra nelle foto sotto) sono residenti a Canicattì, nell’Agrigentino.

Tutti e tre sono indagati per aver fatto parte di un’associazione per delinquere operante in tutto il territorio siciliano, con base operativa a Canicattì, preminentemente dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e, nello specifico, di furti in abitazione, furti di materiale in cantieri e furti di rame nei confronti della società telefonica Telecom Italia Spa, commessi nei territori delle province di Enna, Agrigento e Caltanissetta. Cosmin Aristotel Sulic e Florin Bureta sono indagati per avere, in concorso tra loro, tentato ben quindici furti all’interno di due diverse abitazioni, di cui uno a Riesi, nel Nisseno, a febbraio 2019 e gli altri a Enna nel dicembre 2018. I tre sono indagati per avere, in concorso tra loro commesso sei furti all’interno di un’abitazione a Enna tra dicembre 2018 e gennaio 2019. Infine Sulic e Valeriu Claudiu Billea sono indagati per avere, in concorso tra loro e nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione a Montedoro, nel Nisseno, a febbraio 2019.

Per molti dei reati commessi sono state contestate alcune aggravanti, come quella di avere profittato di circostanze di tempo tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, come la tarda serata o la notte, di avere cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità, di aver commesso il fatto con violenza sulle cose e/o da parte di tre o più persone. Oltre ai fatti descritti, contestati col provvedimento applicativo della custodia cautelare, le indagini di carabinieri e polizia hanno permesso di far luce sulla commissione di ulteriori furti in abitazione, di diversi episodi di furto di cavi telefonici di rame o di carburante, commessi nei territori delle province di Caltanissetta e Agrigento, addebitati oltre che ai tre, a ulteriori complici, anche loro rumeni, che sono stati denunciati in stato di libertà. Si tratta di M. C., 30 anni, B. V. C., 22 anni, S. C. D., 35 anni, e L. A., 21 anni. Infine, sono stati individuate e denunciate anche alcune persone ritenute ricettatrici del rame e del gasolio rubati dal gruppo dei rumeni.

All’alba di oggi i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati arrestati da militari e poliziotti, per essere poi rinchiusi nel carcere di Enna, a disposizione dell’autorità giudiziaria.