Impiegato comunale gambizzato in un bar: si è consegnato il ricercato del tentato omicidio di Giuseppe Maucieri - Newsicilia

Impiegato comunale gambizzato in un bar: si è consegnato il ricercato del tentato omicidio di Giuseppe Maucieri

Impiegato comunale gambizzato in un bar: si è consegnato il ricercato del tentato omicidio di Giuseppe Maucieri

ENNA – È stato arrestato nel tardo pomeriggio di ieri, Gaetano Di Marco, il 51enne di Catenanuova indagato per il tentato omicidio di Giuseppe Maucieri, 50enne, anch’egli di Catenanuova, avvenuto in questo centro alle 6,30 di martedì scorso.

I militari della compagnia carabinieri di Enna erano intervenuti sulla scena del crimine subito dopo l’allarme lanciato alla Centrale Operativa da alcuni cittadini presenti sul posto. I primi rilievi e le testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti avevano, sin dalle prime battute, fugato ogni dubbio sull’identità della persona che avrebbe premuto il grilletto. I militari, nel corso del sopralluogo sulla scena del crimine, hanno repertato quattro bossoli e due ogive.

Il malcapitato, attinto alle gambe da due dei quattro colpi esplosi, è stato successivamente trasportato in elisoccorso all’ospedale di Caltanissetta, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento per l’estrazione di un’ogiva rimasta conficcata in una coscia. Le ricerche si sono subito indirizzate verso un furgone bianco, utilizzato dall’attentatore per darsi alla fuga. L’unica telecamera che aveva immortalato un fotogramma utile alle ricerche riproduceva un’immagine che vedeva il furgone bianco allontanarsi in direzione sud, ma nulla di più. La macchina delle ricerche messa immediatamente in campo dall’Arma ha visto il dispiegamento di un massiccio dispositivo composto da uomini in uniforme e in borghese, con l’ausilio di un elicottero decollato dal capoluogo etneo.

Le attività di ricerca si sono estese su tutto il territorio di Catenanuova e dei centri viciniori, in zone urbane e rurali, ma del furgone con a bordo il fuggitivo non vi era traccia. Le indagini, meticolosamente coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna, si sono svolte anche mediante l’ausilio di strumenti tecnici volti a localizzare l’utenza cellulare utilizzata dall’indagato che, tuttavia, non dava segni di vita, essendo probabilmente stata abbandonata dal medesimo durante la fuga.


Le ricerche si sono protratte incessantemente nell’arco di più di 48 ore, anche tramite un’attenta condotta info-investigativa messa svolta sul campo da tutte le forze dispiegate e hanno finalmente avuto termine quando l’indagato, resosi conto di non avere altra scelta se non quella di porre fine alla sua fuga, accompagnato dal suo legale di fiducia, si è consegnato nelle mani dei militari di Enna che lo hanno sottoposto alla misura precautelare del fermo di Polizia giudiziaria, accompagnandolo, sulla base di quanto disposto dal pubblico ministero di turno, presso il carcere del capoluogo.

I bossoli e le ogive sequestrate saranno inviati al  R.I.S. di Catania per gli accertamenti balistici del caso.

Immagine di repertorio

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