Giornata Mondiale delle Capacità Giovanili, puntiamo oggi sugli adulti del domani: l’esperienza dell’associazione AIESEC

Giornata Mondiale delle Capacità Giovanili, puntiamo oggi sugli adulti del domani: l’esperienza dell’associazione AIESEC

CATANIA – Le Nazioni Unite hanno introdotto, nel 2015, la Giornata Mondiale dedicata alle Capacità Giovanili – World Youth Skills Day – che ricorre proprio il 15 luglio, con lo scopo di diffondere una maggiore consapevolezza dell’importanza di acquisire – per il futuro – competenze di ogni tipo, che abbracciano trasversalmente ogni realtà, sempre più richieste in ambito lavorativo.


Un mezzo potente per affrontare le sfide della disoccupazione giovanile e realizzare un terreno fertile su cui costruire il domani. Per svolgere al meglio ogni attività lavorativa, infatti, è necessario avere un bagaglio di competenze variegate ed è proprio la qualità del proprio operato, connessa alla voglia di mettersi in gioco mostrando ciò che si sa fare, che può fare realmente la differenza.


È necessario, però, sostenere i giovani nel mercato del lavoro di domani e di oggi formandoli adeguatamente, dato che il mondo attuale si evolve in continuazione ed è opportuno essere sempre pronti alle nuove richieste. È chiaro che, di riflesso, l’impegno dei giovani deve essere attivo, contro le diseguaglianze e la tanto frequente “fuga di cervelli”.


La parola all’AIESEC

A tal proposito, ai microfoni di NewSicilia, è intervenuto Andrea Callari, Vicepresidente Marketing del Comitato catanese di AIESEC, l’associazione giovanile più grande al mondo, per spiegarci come funziona e come questa sia un potente stimolo per “formare” giovani adatti ad ogni contesto futuro: “AIESEC è presente in 130 paesi al mondo dove opera a livello locale, nazionale e internazionale e, in Italia, è attiva dal 1948. Punta alla crescita e alla leadership dei giovani, promuove un network di scambi internazionali e mira al raggiungimento della pace e della valorizzazione del potenziale umano, sviluppando negli under-30 caratteristiche di leadership tramite esperienze all’estero in contesti stimolanti“.



Ma c’è dell’altro: “Attualmente collaboriamo con l’ONU per il raggiungimento degli SDGS, i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, che puntano alla salvaguardia del pianeta e al benessere dei suoi abitanti e  fanno leva su un nuovo approccio economico“.

Tante, infatti, sono le proposte per crescere e aggiungere nella propria formazione competenze utili e funzionali. Nello specifico: “Il Global Volunteer dà la possibilità di partire per un’esperienza all’estero di volontariato di sei settimane nella quale si possono sviluppare le capacità richieste nel mondo del lavoro come gestione del tempo, gestione emotiva e public speaking e si può mettere davvero in pratica quello che si studia. Principalmente, permette di migliorare il proprio curriculum e le capacità linguistiche creando un tuo network internazionale, comprendendo gli scenari economici di un altro paese e contribuendo alle loro prospettive di crescita economica. Germania, Ucraina, Marocco, Costa Rica sono solo alcuni dei paesi a disposizione“.

Inoltre: “Vi è anche il Global Talent che dà, invece, l’opportunità a giovani laureati di intraprendere una prima esperienza lavorativa all’estero, svolgendo uno stage presso grandi aziende affermate e start-up che hanno sede sia in paesi europei che extra-europei. Gli ambiti di applicazione dei progetti Global Talent di AIESEC sono molteplici: business administration, budget analysis, sales, marketing, digital marketing e IT“.

E ancora: “Se, invece, lo studente o il giovane punta a crescere nel proprio territorio, AIESEC permette di entrare nella nostra grande realtà per sviluppare le soft skills più richieste imparando, in aggiunta, anche le tecniche di vendita, a fare un curriculum vitae e migliorando notevolmente il livello di inglese. In più, si comprende come fare promo attraverso il Digital Mktg, presentazioni in pubblico, migliorando anche il Public Relation“.

Fonte immagine AIESEC Catania

I giovani sono la chiave per un futuro migliore

In questa giornata fondamentale dedicata alle capacità giovanili è importante, quindi, evidenziare quali siano le competenze più utili da acquisire in rapporto alla società attuale. A riguardo, il nostro intervistato ci ha risposto: “Credo fermamente che i giovani siano la chiave per un futuro migliore e occorre, dunque, dargli la possibilità di sviluppare le proprie capacità per mettersi in gioco con esperienze pratiche in ambienti stimolanti. I giovani di oggi, infatti, tra qualche anno saranno coloro che prenderanno decisioni. Investire in questo senso vuol dire credere che i giovani abbiano veramente la possibilità di fare la differenza“.

Inoltre: “Basta fare qualche colloquio per rendersi conto di quanto nella società attuale venga data sempre più importanza alle soft skills: team working, pensiero critico, problem solving, intelligenza emotiva, capacità decisionale sono tra le competenze più importanti sia nell’ambito lavorativo che personale, sono veri e propri atteggiamenti e, a differenza delle competenze tecniche, sono acquisibili solo con la pratica in ambienti che permettano una crescita legata ad esperienze. I giovani devono poter provare e mettersi in gioco, accettando il rischio di sbagliare per migliorarsi sempre più“.

I talenti e le capacità dei giovani del Sud

Non è raro, però, sentir dire che i migliori talenti provengano dal Sud, nonostante sia un dato di fatto che ci sono troppi giovani disoccupati e che una grande fetta “emigra” altrove per avere possibilità in più. Come si può, quindi, fermare la “fuga di cervelli”? Andrea Callari, a tal proposito, ha commentato: “Spesso dicono che in Sicilia non ci sono possibilità, molti ragazzi sono rassegnati a questa idea, ma una terra con tante dinamiche e problemi come fa a non avere possibilità di migliorare? Sta esattamente dietro quella forza di cambiare che troviamo le nostre eccellenze, proprio quelle persone che non si sono rassegnate e hanno mostrato il loro valore anche in un contesto difficile“.

Certo, la differenza tra i giovani di ieri e quelli di oggi c’è ed è evidente, anche per quanto riguarda le competenze acquisite e acquisibili. Basti pensare allo sviluppo tecnologico e all’importanza che riveste, al giorno d’oggi, saper utilizzare, per esempio, un pc, rispetto al passato in cui erano richieste capacità differenti. L’evoluzione, però, è naturale in una società dinamica come la nostra che si adatta ai mutamenti che – inevitabilmente – coinvolgono la realtà. Questa è l’idea di fondo su cui si basa l’intervento del nostro intervistato: “Con il passare degli anni le competenze tecniche richieste sono sempre più specifiche, basta considerare i colloqui attuali per rendersi conto di quanto il focus si sia spostato nel rapporto di team e l’adattabilità a diverse situazioni. Le nuove generazioni, tra internet, social network e globalizzazione, stanno crescendo in ambienti carichi di stimoli che devono recepire ed elaborare e questo, rispetto alle generazioni passate, si tramuta in una maggiore adattabilità al contesto e alle dinamiche lavorative“.

Cambiare mentalità

Tutto deve partire dal cambiare mentalità, dal rendersi conto che un atteggiamento volto alla continua ricerca di esperienze e confronto può permettere, in maniera immediata, di aumentare anche le possibilità lavorative e professionali. Infine, il vicepresidente di AISEC Catania ha specificato: “Bisogna essere pagati anche per il valore che si ha, mandare il curriculum vitae non basta più oggettivamente. Di questi tempi viene spesso fraintesa la differenza tra competenze e conoscenze. Aspettarsi che studiare dia delle competenze è errato, poiché può fornirti le ‘conoscenze’ riguardo quegli argomenti ma si diventa ‘competenti’ solo quando si sa come mettere in pratica ciò che si studia, altrimenti sarebbe solo ‘lettera morta’. Molti ragazzi in AIESEC si rendono conto, durante l’esperienza, quanto effettivamente aver messo in pratica le nozioni universitarie abbia permesso di passare da ‘conoscere l’argomento‘ a ‘diventare competente‘ su quelle tematiche“.

Quindi, puntiamo oggi sugli adulti di domani e sulle loro competenze ma, nello stesso tempo, occorre che i ragazzi reagiscano attivamente, proponendosi in prima persona e raccogliendo esperienze, sfruttando e mettendo in pratica le loro capacità, pressoché infinite.