Falcone, 28° anniversario della strage di Capaci: l’emergenza non ferma i siciliani, la città vuole ricordare

Falcone, 28° anniversario della strage di Capaci: l’emergenza non ferma i siciliani, la città vuole ricordare

PALERMO – Molte, moltissime le vittime che Cosa Nostra si è lasciata crudelmente alle spalle negli anni. Basti riportare alla mente alcuni nomi, i più famosi, come Paolo Borsellino, Rocco Chinnici e Peppino Impastato (il cui anniversario della morte è ricorso il 9 maggio). E non vanno neanche dimenticati il cuore d’oro di 3P, Padre Pino Puglisi, e anche le altre innumerevoli vittime, più o meno conosciute, di un’organizzazione che marcia tutta sulla violenza e sull’omertà.

Sono infatti lunghe le liste che riportano i nomi dei periti per mezzo di mafia, anche se coloro di cui spesso si parla in giro sono sempre gli stessi. Ma in realtà basta semplicemente trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, vedere o sentire qualcosa di troppo, e correre il rischio ti ritrovarsi con un colpo in canna in testa, come è accaduto alla giovane Graziella Campagna nel 1985.


Ma oggi, oggi in particolare, ricordiamo uno dei volti più famosi della campagna antimafia. Ricordiamo un simbolo, un uomo che da sempre ispira chiunque a schierarsi dalla parte delle vittime, a schierarsi contro quei vigliacchi carnefici forti di pistole in mano accompagnate da terribili minacce. Oggi il vivo ricordo di Giovanni Falcone ci accompagna.

Il magistrato antimafia perse la vita durante la strage di Capaci del 23 maggio 1992. Alle 17.57 gli attentatori fecero esplodere un tratto dell’autostrada A29 su cui transitava proprio in quel momento il corte della scorta con a bordo il giudice, la moglie e gli agenti della polizia in tre Fiat Croma blindate. A perdere la vita, oltre a Falcone, furono quattro persone: la moglie Francesca Morvillo, anche lei megistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono inoltre ventitré feriti.



Siamo giunti al 28° anniversario della morte di Giovanni Falcone e di tutti coloro che perirono nella strage di Capaci ma la Sicilia, e prima di tutto Palermo, non vuole dimenticare. L’obiettivo è quello di perpetuare nella lotta intrapresa da questi grandi uomini e da queste grandi donne vittime, vittime prima di tutto del loro coraggio e della loro volontà di sconfiggere quella “montagna di merda” che è la mafia.

Proprio per non dimenticare, anche se ostacolate dall’emergenza sanitaria in corso per via del Covid-19, le iniziative per onorare Giovanni Falcone avranno comunque luogo, ma con delle diverse modalità. Alcune di queste saranno, ad esempio, condivise con trasmissioni tv dedicate: è questo il caso #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa dedicata alle stragi di Capaci e di via D’Amelio organizzata dal ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. Inoltre sono state esposte sulla facciata del ministero dell’Istruzione a Roma le gigantografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e la professoressa Maria Falcone, insieme alla moglie del capo scorta del giudice, Tina Montinaro, ha deposto una corona in memoria degli agenti caduti durante le stragi. Da lì ha poi preso il via il consueto minuto di silenzio a cui ha seguito l’avvio delle iniziative nel capoluogo.

Alle ore 17.58, come ogni anno, ci sarà il tradizionale momento del “Silenzio” sotto l’Albero Falcone, anche se quest’anno non sarà possibile la partecipazione dei cittadini. Inoltre, il tradizionale corteo per le vie del centro di Palermo sarà sostituito da un flash mob organizzato interamente dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione.

Da non dimenticare è il contributo di tutti nel mantenere viva l’importanza di questa data. Lo hanno dimostrato in molti tra artisti, attori e musicisti italiani i quali, negli scorsi giorni, pubblicando dei piccoli video  sui canali social della Fondazione Falcone, del Ministero dell’Istruzione e di #PalermoChiamaItalia, hanno lanciato un appello affinché si appenda un lenzuolo bianco al balcone alle ore 18 e ci si affacci fuori tutti insieme.

Un giorno, insomma, scolpito nei cuori di molti. Ma l’importante è fare in modo che i “prossimi” continuino a ricordare e per fare ciò bisogna far loro conoscere queste storie, come insegna Pif nel film “La mafia uccide solo d’estate”. Bisogna far capire ai bambini di oggi, uomini del domani, che i supereroi non esistono solo nei cartoni animati ma anche in questo mondo e hanno portato nomi come quello di Giovanni Falcone.