Depositate le accuse e identificata una vittima del naufragio al largo della Libia. I risvolti

Depositate le accuse e identificata una vittima del naufragio al largo della Libia. I risvolti

CATANIA – “Siamo riusciti con enorme fatica a identificare una vittima. Siamo stati gli unici a far qualcosa in quest’ottica e possiamo ritenerci soddisfatti. Adesso si sta provvedendo al rinvenimento degli altri corpi. Operazione non facile e che richiederà diversi mesi. Successivamente, si procederà con il recupero del relitto, che si trova a centinaia di metri in profondità”.

Si è espresso così l’ormai ex procuratore di Catania Giovanni Salvi nel corso della conferenza stampa di questa mattina in cui ha salutato la città, l’avvocatura e fatto un resoconto del suo lavoro e dei primi sei mesi del 2015.

Il 30 giugno scorso sono state depositate le accuse nei confronti degli scafisti che avrebbero causato l’ecatombe del 18 aprile: se il giudice accetterà le richieste della procura si procederà con la sentenza. In quel tragico giorno, un’imbarcazione di circa 20 metri affondò al largo delle coste libiche e circa 800 persone persero la vita. 

Il recupero dei corpi non è facile perché deve essere effettuata a grandi profondità, dove la pressione dell’acqua e le correnti rendono complicati i lavori. Una volta finito con i cadaveri si procederà con le operazioni per riportare alla luce il relitto. Questo delicato lavoro sarà determinante per verificare se, come si presume, all’interno dello scafo ci siano altre vittime.

Adesso i lavori saranno seguiti dal procuratore Michelangelo Patanè, che coprirà la carica temporaneamente. 

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