Confiscati 3 milioni di euro a "Mimmo" Scimonelli, legato al boss mafioso Matteo Messina Denaro - Newsicilia

Confiscati 3 milioni di euro a “Mimmo” Scimonelli, legato al boss mafioso Matteo Messina Denaro

Confiscati 3 milioni di euro a “Mimmo” Scimonelli, legato al boss mafioso Matteo Messina Denaro

 

TRAPANI – Personale della Polizia di Stato appartenente alla Divisione Anticrimine della Questura e Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani, hanno eseguito nei comuni di Partanna, Salemi e Gibellina, tutti insistenti nella provincia di Trapani, il decreto di confisca per un valore stimato di 3 milioni di euro nei confronti di Giovanni Domenico Scimonelli, 52 anni.

Conosciuto come Mimmo, l’uomo è un soggetto socialmente pericoloso che ricopre un ruolo di spicco all’interno della famiglia mafiosa di Partanna quale anello della catena epistolare facente capo al latitante Matteo Messina Denaro. Infatti, con il medesimo provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione – è stata, altresì, applicata al 52enne la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 4 anni.



Il provvedimento costituisce il naturale epilogo del sequestro preventivo, già eseguito nel 2016, scaturito da approfondite analisi e indagini patrimoniali svolte congiuntamente dai poliziotti della Divisione Anticrimine della locale Questura e dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.

La figura dello Scimonelli emerge come manager impegnato non solo a gestire gli affari dei suoi supermercati DESPAR e della sua azienda vinicola OCCHIODISOLE S.r.l., ma anche come “postino“ dei pizzini con i quali portava gli ordini del latitante ai boss mafiosi. L’uomo infatti, è noto alle cronache giudiziarie perché già arrestato nell’agosto del 2015, nell’ambito dell’operazione “ERMES” condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, in quanto individuato tra quei soggetti fedelissimi del capo mafia castelvetranese Matteo Messina Denaro, prestati a recapitare e a ricevere la corrispondenza del ricercato, non solo allo scopo di agevolare il mantenimento del suo status di clandestinità, ma anche per assicurare la trasmissione di direttive di indubbia rilevanza per gli scopi di Cosa Nostra trapanese.


Nel dicembre del 2015, il 52enne è stato inoltre, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – a seguito di indagini svolte dalla Polizia di Stato – per il suo coinvolgimento in qualità di ideatore e mandante, dell’omicidio, aggravato dal metodo mafioso, avvenuto nel maggio del 2009 presso lo “Smart Cafè” di Partanna di Lombardo Salvatore, “ punito” per aver rubato un furgone con a bordo merce di proprietà del 52enne. Per tale episodio la Corte d’Assise di Trapani – nel gennaio del 2018 – lo ha condannato all’ergastolo.

L’odierna confisca riguarda ben 8 beni immobili, 5 beni mobili registrati (autovetture, furgoni e mezzi meccanici), 4 società/imprese con i relativi capitali sociali e i pertinenti complessi aziendali (di cui 2 operanti nel settore della compravendita di generi alimentari e bevande, nonché nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari già confezionati, mentre le altre 2 operanti nel settore agricolo e immobiliare), 1 partecipazione in altre società, 15 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura, per un valore complessivo, stimato in atti, di circa 3 milioni di euro.

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