Confisca di beni ad Alfio Santangelo “u Taccuni”, il capo dei “Santapaola-Ercolano” tra Adrano e Paternò

Confisca di beni ad Alfio Santangelo “u Taccuni”, il capo dei “Santapaola-Ercolano” tra Adrano e Paternò

CATANIA – Continua efficacemente l’attività dello Stato finalizzata all’aggressione dei beni illecitamente acquisiti dai mafiosi.


Infatti, con il recente decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, è stata disposta nei confronti del noto pregiudicato Alfio Santangelo, inteso “u Taccuni”, la confisca di cinque beni immobili, nello specifico un fabbricato e quattro appezzamenti di terreno, tutti situati nel comune di Adrano (CT) e già oggetto di sequestro di prevenzione eseguito nel giugno 2019, in accoglimento della proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata, in forma congiunta, dal Procuratore della Repubblica di Catania e dal Questore di Catania.


Alfio Santangelo

Con il medesimo provvedimento di confisca, il Tribunale ha altresì disposto nei suoi confronti l’aggravamento di un ulteriore anno della misura personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, già applicata al Santangelo.


I numerosi elementi raccolti nei suoi confronti, utilizzando le risultanze emerse dalle attività tecnico-investigative della locale Squadra Mobile, compreso il contributo fornito da numerosi collaboratori di giustizia, hanno ampiamente delineato una qualificata pericolosità sociale, oltre ad una abituale consumazione di reati di rilevante allarme sociale, tra cui traffico di stupefacenti, estorsioni, ecc., commessi in seno all’organizzazione mafiosa.



Inoltre, grazie alle indagini economico-patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Catania, è stata evidenziata la sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati al fisco ed i beni acquistati e realizzati nel tempo, che non hanno trovato alcuna compatibile giustificazione.

Alfio Santangelo, capo indiscusso, promotore ed organizzatore dell’omonimo clan mafioso, articolazione del clanSantapaola-Ercolano” operante prevalentemente in territorio di Adrano, Paternò e Biancavilla, territorio conosciuto in passato come triangolo della morte, sebbene detenuto in carcere per lunghi periodi, ha continuato ad impartire ordini e strategie criminali agli associati, mantenendo sempre il comando dell’omonimo gruppo, all’interno del quale militano peraltro numerosi suoi stretti parenti.

Nel gennaio del 2018 è stato arrestato in esecuzione dell’ordinanza custodiale emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, per associazione a delinquere di stampo mafioso, finalizzata alla commissione di delitti contro la persona, contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, nell’ambito dell’operazione Adranos, indagine condotta dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano, avviata dopo la scarcerazione, per decorrenza dei termini di custodia cautelare, di alcuni componenti della cosca Santangelo, tra i quali proprio l’indiscusso boss Alfio Santangelo ed il genero Antonino Quaceci.

La cosca Santangelo, peraltro, era stata già duramente colpita nel 2009 con l’operazione Terra Bruciata condotta dal Commissariato di Adrano, che aveva interessato i contrapposti clan Santangelo e Scalisi per l’egemonia nella gestione dei traffici illeciti nel comprensorio di Adrano e protagonisti di una sanguinosa faida.

Il valore dei beni confiscati è stimato in circa 350 mila euro.