La telefonata e la corsa in ospedale, Catania sotto choc: bimbo muore chiuso in auto, indagine per omicidio colposo

La telefonata e la corsa in ospedale, Catania sotto choc: bimbo muore chiuso in auto, indagine per omicidio colposo

CATANIA – Una tragedia difficile da accettare quella avvenuta nelle scorse ore nel parcheggio della Cittadella Universitaria di Catania, sede del dipartimento di Ingegneria di viale Andrea Doria, dove un bambino di due anni è morto dopo essere rimasto per diverse ore rinchiuso all’interno di un’auto.

Secondo la ricostruzione degli eventi il padre, 43enne dipendente amministrativo dell’Università di Catania, si sarebbe recato al lavoro dimenticando di avere con sé a bordo il pargoletto.



Il bambino, infatti, si sarebbe addormentato e sarebbe rimasto per cinque ore all’interno del mezzo sotto il sole infernale di queste ore, dove nella nostra città si sono registrati picchi di 33-34 gradi. Ad avvertire il padre dell’assenza in asilo del piccolino sarebbe stata intorno alle 13 la madre, cardiologa di un noto ospedale catanese.

Il genitore, dunque, avrebbe tentato una corsa disperata verso l’ospedale Policlinico di Catania per riuscire a trovare assistenza in pronto soccorso, ma ogni tentativo di salvataggio si sarebbe rivelato vano. Come riportato dall’Agi, il sostituto procuratore di Catania, Andrea Norzi, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.


Nel frattempo, sui social, c’è chi si divide tra sgomento e responsabilità attribuite al padre. “Si rimane senza parole. Povero papà“, scrive su Facebook Gisella. “Non rimproverate! Bisogna andare oltre il primo step che vi viene in mente. Povero bimbo ma… povero papà“, commenta Fabio. “Ma come si può dimenticare un bambino piccolo in macchina“, si chiede Maria, mentre Gina si esprime così: “Ma come si fa? Non posso giudicare, ma un buon padre non lo dimentica il figlio in macchina“.

È un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto“, racconta all’Ansa un investigatore in merito alla triste vicenda che si è consumata stamattina. Un episodio che ricorda, per certi versi, quello avvenuto il 3 luglio 1998 quando un dipendente della Sgs Thompson aveva dimenticato il proprio figlio 20 mesi all’interno della sua Fiat Punto.

Immagine di repertorio