“Ci tenevano in stiva senza ossigeno”, il drammatico racconto dei migranti sbarcati a Pozzallo

“Ci tenevano in stiva senza ossigeno”, il drammatico racconto dei migranti sbarcati a Pozzallo

POZZALLO – Un tunisino ed un marocchino sono stati fermati stamattina a Pozzallo: i due uomini si sono resi responsabili dell’arrivo in Italia lo scorso 24 agosto di circa 400 migranti i quali hanno fruttato alle associazioni per cui i due scafisti lavorano poco meno di 700.000 dollari.

La squadra mobile di Ragusa ha raccolto alcune delle toccanti testimonianze dei disperati a bordo dei gommoni guidati dai due scafisti; sostengono alcuni: “ci tenevano chiusi in stiva, quando ci siamo resi conto che potevamo morire perché l’aria dentro era irrespirabile e caldissima, abbiamo sfondato la botola ed è entrato l’ossigeno“. Persino il capitano del natante ha alla fine deciso di rilasciare delle dichiarazioni alle forze dell’ordine: “Al mio rientro i libici mi hanno promesso 2.500 dollari” ha così ammesso, premio che lo ha spinto a rischiare in mare la vita di circa 400 disperati.

scafisti pozzallo

Moktar Sadok

I migranti intercettati sono stati tutti trasferiti in strutture di accoglienza variamente disseminate per la penisola italiana. Molti i cittadini di origine nordafricana che, come ha già lasciato intendere il Questore di Ragusa, verranno quanto prima rimpatriati.

Le indagini condotte dalla squadra mobile di Ragusa hanno permesso di individuare due diverse imbarcazioni in legno salpate dalla Libia: la prima aveva a bordo 352 persone, l’altra soltanto 114. Gli agenti hanno infine potuto appurare anche le identità dei due scafisti: Sadok Moktar, 35 anni, originario della Tunisia e Yousef Mohamed, nato in Marocco nel 1997. I due, facenti parte di una vera e propria organizzazione, sono stati ritenuti responsabili di vari reati: dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina all’agevolazione della permanenza illegale in Italia di più di tre migranti, dal trattamento inumano riservato ai passeggeri alla riscossione di denaro per il loro trasporto non autorizzato.

pozzallo scafisti

Mohammed Yousef

Sale così a 96 il numero di scafisti individuati nel 2015 dalle autorità. I due magrebini sono stati rinchiusi in carcere e i migranti, attualmente ospitati in diverse strutture di prima accoglienza, dovranno testimoniare quanto accaduto in sede processuale.

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