Catania, protesta contro gli impianti della Sicula Trasporti: “Chiudere e procedere con la bonifica” – FOTO

Catania, protesta contro gli impianti della Sicula Trasporti: “Chiudere e procedere con la bonifica” – FOTO

CATANIA – Oggi in contrada Codavolpe (CT) si è svolto un presidio di protesta contro gli impianti della Sicula Trasporti. Il presidio ha visto la partecipazione e gli interventi di abitanti di Vaccarizzo, comitati, gruppi, associazioni da Catania, Lentini e Augusta.


Per gli abitanti di Vaccarizzo e per tutti i partecipanti, il presidio di oggi è una tappa importante di un percorso di lotta in corso da tempo. Nonostante la portata delle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto la famiglia Leonardi , nulla è cambiato per coloro che pagano il prezzo dell’inquinamento dei territori: continuano le emissioni pestilenziali dell’impianto di Codavolpe, continua il conferimento di 200 comuni nella discarica di Grotte San Giorgio-Bonvicino e è in progetto la costruzione di un termovalorizzatore per gassificazione ancora nella stessa zona, sempre a Codavolpe.


L’appuntamento di fronte ai cancelli dell’impianto dei Leonardi serve a ribadire che è necessario fermare il business dei rifiuti e gli affari fatti sulla pelle degli abitanti chiudendo tutti gli impianti inquinanti, affermando la responsabilità dei comuni e rimettendo al centro le reali esigenze dei territori.


Le vicende giudiziarie dei Leonardi e l’affidamento agli ‘amministratori giudiziari’ – si è detto nei vari interventi -non hanno cambiato di una virgola lo stato di fatto: un’enorme discarica, quella di Grotte San Giorgio –Bonvicino, con impianti annessi in contrada Coda Volpe che inquinano territori, producono emissioni pestilenziali che – nell’indifferenza delle autorità preposte ai controlli – ammorbano gli abitanti di Villaggio Primo Sole, Contrada Coda Volpe e Vaccarizzo. Come se non bastasse, sullo stesso territorio pende ancora il progetto, presentato sempre dai Leonardi, di un inceneritore (chiamato termovalorizzatore per gassificazione) che ha visto, tra gli altri, complice anche il Comune di Catania che ha già dato il proprio benestare.



E intanto continua il conferimento di ‘munnizza’ da oltre 200 comuni siciliani e continua il business dei rifiuti (adesso gli amministratori giudiziari hanno tra l’altro il compito di mantenere la discaricacompetitiva sul mercato‘) a discapito di territori e salute degli abitanti.
Il giorno 7 luglio la conferenza dei servizi che avrebbe dovuto decidere del raddoppio della discarica è stata sospesa e rinviata a data da destinarsi, ‘in attesa di acquisire, da parte degli organi ci controllo, i risultati delle ispezioni richieste dall’Autorità competente in materia di autorizzazione integrata ambientale’. Che significa? Cosa si aspetta a chiudere la discarica, il centro di biostabilizzazione e a cestinare definitivamente anche il progetto del termovalorizzatore per gassificazione? Cosa debbono ancora acquisire gli ‘organi di controllo’? Ma di quali ‘organi di controllo’ si parla? E perché mai i dirigenti tecnici della Sicula Trasporti sono ancora lì a organizzare il traffico dei rifiuti? Il raddoppio della discarica e la progettazione di ulteriori impianti inquinanti si configurano dall’inizio alla fine come un atto criminale. Ancor più criminale è che non si proceda immediatamente alla chiusura della discarica in autotutela o in via preventiva dopo aver appurato sversamenti in mare e seppellimento in discarica dei rifiuti non trattati“.

Chiudere la Sicula Trasporti e procedere con la bonifica. Fermare tutti gli impianti di morte. Vogliamo che i Comuni si facciano carico, nel bene e nel male, dei rifiuti che producono nel proprio territorio e che non siano, quindi, condannati a essere la pattumiera dei rifiuti che non producono. Vogliamo siano investite le somme necessarie a rendere seria ed efficace la raccolta differenziata. Vogliamo centri di compostaggio. Vogliamo centri di raccolta cittadina per quartiere“.

Non vogliamo la megadiscarica, non vogliamo l’inceneritore, non vogliamo impianti inquinanti. Sì solo ai progetti calibrati sulle reali esigenze dei territori!“.