Catania, la vita nel Villaggio Dusmet è un’impresa. Un salto nel quartiere dimenticato da tutti

Catania, la vita nel Villaggio Dusmet è un’impresa. Un salto nel quartiere dimenticato da tutti

CATANIA – Capita spesso che le zone periferiche delle città non vengano valorizzate come le aree centrali. È proprio in quei quartieri popolari non segnalati nelle cartine turistiche che si annidano i problemi principali, con innumerevoli disagi per la cittadinanza.

Il Villaggio Dusmet, schiacciato tra i rioni di Canalicchio e Ognina, risulta quasi invisibile agli occhi dell’amministrazione, abbandonato all’incuria e ai pericoli di un degrado che, giorno dopo giorno, si fa sempre più spazio in assenza di controlli e interventi di riqualificazione. A soffrirne, indubbiamente, sono i residenti del luogo ormai rassegnati a una situazione destinata a non mutare.




Nonostante le innumerevoli segnalazioni, da Palazzo degli Elefanti in questi anni non sembra mai essersi mossa una foglia. Accedendo da via Bartolomeo Altavilla si viene a contatto con un ambiente desolante e quasi totalmente privo di servizi. Il primo problema che è facile scorgere, è certamente quello legato al verde pubblico totalmente assente o quasi.

Proprio in merito ai pochi alberelli presenti in zona si verifica una situazione paradossale: molti di questi, infatti, risultano piantati su marciapiedi stretti e la loro chioma gargantuesca impedisce ai pedoni (in particolar modo a quelli più anziani) di camminare in sicurezza. Molti di questi sono costretti a spostarsi sul ciglio della strada, rischiando di venire falciati dagli automobilisti in transito.

Sulla destra, prima della curva che conduce a via Vescovo Maurizio, notiamo una piccola bambinopoli in rovina. Ad accoglierci è un percorso costituito da sterpaglie, vegetazione incolta, frammenti di bottiglia e calcinacci pericolosi. Uno “stop” disegnato a terra con l’ausilio di un gessetto bianco ci invita a non proseguire l’esplorazione.

Immagine che sembra quasi rievocare la scritta che campeggia sulla porta dell’inferno di Dantesca memoria, ma a differenza del poeta fiorentino per noi non c’è la mano di Virgilio a farci coraggio. Oltre all’ironico segnale vi è un campetto sportivo circondato da una recinzione metallica arrugginita. Di bambini e sportivi, tuttavia, nemmeno l’ombra.

Proprio alle spalle di questo spazio, poche settimane addietro, è divampato un grosso incendio che ha minacciato di fagocitare le case del Villaggio Dusmet. La sensazione è che, a meno di accadimenti eclatanti, questa porzione dimenticata di Catania sia destinata a vivere nell’oblio ancora per molto tempo.