Catania, boom di dimissioni dei lavoratori Fortè: sottoscritto accordo per la CIGS. Interviene Alas Confsal - Newsicilia

Catania, boom di dimissioni dei lavoratori Fortè: sottoscritto accordo per la CIGS. Interviene Alas Confsal

Catania, boom di dimissioni dei lavoratori Fortè: sottoscritto accordo per la CIGS. Interviene Alas Confsal

CATANIA – L’11 febbraio scorso, a Catania, nella Presidenza della Regione Siciliana, alla presenza dei Dirigenti del Centro per l’Impiego di Catania e dei Commissari Giudiziali di Meridi srl e le organizzazioni sindacali, è stato sottoscritto l’accordo per richiedere la CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria), per i 465 dipendenti dei punti vendita di tutta la Sicilia.

La CIGS come richiesto, se approvata, scatterà dal 9 gennaio 2020 per l’intera durata di attività dei Commissari Straordinari.

Nonostante l’accordo sottoscritto, a causa del problema delle mensilità arretrate non riscosse dai lavoratori sin dal mese di luglio 2019, essendo incerta la tempistica dell’erogazione dei benefici della CIGS, si sono registrate gravi dimissioni di massa dei lavoratori proprio al fine di percepire prima possibile un sostentamento economico che in questo caso riguarda l’indennità di disoccupazione INPS,
perdendo di conseguenza il posto di lavoro.

A seguito di quanto accaduto, la Alas Confsal: “Pone soprattutto alle parti politiche e di governo della nostra Regione la necessità di una approfondita riflessione. Da ciò che si apprende dalla stampa, la crisi dei supermercati Fortè è da ascrivere non solo alla contrazione dei consumi e alla crisi economica delle famiglie siciliane, ma anche e soprattutto all’ennesima  speculazione di un gruppo imprenditoriale che indisturbato giocava con i destini di 467 lavoratori e delle rispettive famiglie”.


E ancora: “Siamo sempre più convinti della necessità che il Governo Musumeci e l’Assemblea Regionale Siciliana con le due commissioni Attività Produttive e Lavoro, preso atto della contrazione del settore Edilizia, delle difficoltà nel campo dell’agricoltura e ora della Grande Distribuzione (vedasi Auchan, Papino, Fortè etc.) debbano aprire un confronto con i sindacati e le associazioni di categoria per individuare misure e soluzioni adeguate ad affrontare in via permanente la grave crisi occupazionale che investe la nostra regione“.

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