MASCALUCIA – L’incontro organizzato dall’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia martedì 28 aprile su “I Siciliani e la Resistenza” – presso la sala Gilberto Idonea di Sant’Agata Li Battiati con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) ha preso il via con le parole dell’illustre latinista e padre costituente Concetto Marchesi, ricordate da Alessandro Marletta (rappresentante degli studenti) con la lettura dell’accorato appello agli studenti dell’Università di Padova (1 dicembre 1943).
Un richiamo inequivocabile a ricostruire un’Italia libera e democratica in un momento buio della nostra storia trasformato in una pagina luminosa dalla lotta di donne e uomini contro il nazifascismo.
Le relazioni della presidente ANPI sezione di Catania, prof.ssa Pina Palella, e del presidente ANPI di Nicolosi dott. Giuseppe Mazzaglia – introdotte dagli interventi della dirigente scolastica prof.ssa Benedetta Liotta e dalla responsabile del progetto PTOLISS prof.ssa Agata Cullurà – hanno raccontato la lotta di italiane e italiani di diverse appartenenze politiche o che non avevano alcuna appartenenza politica per la liberazione dal nazifascismo.
In Italia dal ’43 al ’45 si perpetrarono – come evidenziato dai relatori ANPI – più di 5500 stragi per mano di nazisti e fascisti.
I partigiani non furono un numero enorme in rapporto ai circa 45 milioni abitanti ma furono loro a riscattare l’onore del nostro Paese fin dal dall’otto settembre del ’43.
“Il 40% dei partigiani – ha sottolineato Mazzaglia – era meridionale e i siciliani erano la metà”.
I relatori – con dovizia di fonti e documenti – hanno dato risalto al contributo alla Resistenza di tanti siciliani che vi presero parte nel Nord Italia – 2500 furono i partigiani siciliani che combatterono in Piemonte – e in altre aree d’Europa.
Dalle fonti 6291 risultano i caduti censiti. Gli atti eroici sono attestati da 12 medaglie d’oro, 10 medaglie d’argento e 12 medaglie di bronzo al valore.
Fra loro Franco Martelli Ferrini, medaglia d’oro: un partigiano, un siciliano, un catanese che andò a combattere in Croazia.
E come dimenticare le rivolte spontanee, le stragi in Sicilia e gli eroi solitari e silenziosi?
Tra i quasi 800 deportati, Calogero Marrone, che salvò numerosi ebrei, morì a Dachau; Vincenzo Lastrina, informatore Cln, morì a Mauthausen, dove trovó la morte anche Carmelo Salanitro, insegnante antifascista del Cutelli. E poi le donne siciliane che sacrificarono la propria vita per non tradire la causa e gli altri, come Graziella Giuffrida, catanese e maestra a Genova, che venne torturata dai nazisti e gettata in una delle fosse della Rocca dei Corvi.
Tante le storie che hanno coinvolto gli studenti delle terze classi, intervenuti con numerose domande e riflessioni.
Ma non basta soltanto celebrare, occorre mantenere viva la memoria e l’esempio di amore per la libertà, il rispetto e la pace tra gli uomini:
“Chiedete a nonni e familiari più anziani ricordi e testimonianze, per comprendere che la Costituzione Italiana nasce dalla scelta libera di donne e uomini accomunati dall’antifascismo, dall’amore per la pace contro la violenza e la barbarie” hanno suggerito i relatori.
Saluto conclusivo del sindaco di Sant’Agata Li Battiati Marco Rubino, al quale sono andati i ringraziamenti dei promotori dell’iniziativa per la proficua collaborazione.
Le foto
Articolo redatto in collaborazione con Mimma Furneri



