Catania, l’Etna dà spettacolo ma alcuni hanno paura: tra una fontana e un’altra c’è da preoccuparsi?  – l’INTERVISTA all’INGV

Catania, l’Etna dà spettacolo ma alcuni hanno paura: tra una fontana e un’altra c’è da preoccuparsi? – l’INTERVISTA all’INGV

CATANIA – Da ormai diversi giorni l’Etna continua a dare spettacolo di sé con nuove stupefacenti fontane di lava, ma sembrerebbero essere sorte alcune domande nei catanesi che vivono a stretto contatto con il vulcano: siamo in pericolo?

Tutti riconoscono in “mamma” Etna il “vulcano buono”, che – quasi umanizzato – non potrebbe mai far del male ai suoi “figli”, eppure a far pensare ad alcuni quesiti sarebbe stata una delle ultime dichiarazioni dell’INGV di Catania riguardo alla nascita di due nuove bocche a sud est.


Le due nuove bocche rappresentano un pericolo?

Per rispondere ai dubbi dei catanesi e rassicurarli sulla mancanza di pericolo di questa nuova condizione, è intervenuto ai microfoni di NewSicilia Marco Neri, Primo Ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: “Non si tratta di vere bocche laterali, bensì di bocche che si aprono alla base del cono del cratere di sud est, quindi a quote elevate, quasi 3mila metri a livello del mare. Si chiamano bocche sub terminali e non corrispondono alla cima del cratere ma alla base. Questo è un fenomeno che avviene spesso con l’attività persistente dell’Etna, che è sempre attiva. Anche quando non ha eruzioni importanti, l’Etna è caratterizzato da una continua eruzione di gas.

Prosegue: “L’attività può aumentare producendo o un’attività stromboliana modesta o fontane di lava eclatanti con cenere e lapilli fino a 9 km di altezza. Quando si formano queste attività sommitali può succedere che il cono piroclastico si spacchi perché è composto da materiale debole e perché non regge la pressione prodotta dal magma al suo interno, che invece di uscire dalla cima esce dalla base o dai fianchi del cratere. Ma si tratta sempre di un’attività a quota 3mila. Questo tipo di attività può durare mesi o addirittura anni, il ciclo di questi giorni è iniziato a dicembre 2020, si è enfatizzato a metà febbraio fino ad aprile e ora è ricominciato a maggio con le fontane eruttive, la prima è stata la cosiddetta fontana di Franco Battiato, scoppiata dopo la morte del nostro amato artista siciliano”.

Cenere e lapilli sono un problema?

“Non c’è rischio perché sono ad alta quota“, spiega. “Queste eruzioni sono fastidiose, problematiche perché ci sono cenere e scorie, anche gli aerei sono costretti a deviare i loro percorsi perché se queste nubi piroclastiche entrassero nelle turbine, loro precipiterebbero. Abbiamo un sistema di allerta che ci dice dove sarà la nube eruttiva e riusciamo così a evitarla. Se la nube piroclastica cade a Catania (invece che a Mascali o Giarre) l’aeroporto in quel caso chiude perché in pericolo c’è tutta la pista, non solo un piccolo tratto. Ma non rappresenta un pericolo per i Comuni Etnei perché l’attività è confinata in area sommitale e il disagio è temporaneo.

Questo non è il nostro caso, ma quando si aprono le bocche laterali, il magma è emesso a quote più basse. Queste eruzioni laterali rischiano di mettere in pericolo le città.

Anche lo Stromboli è in attività: esiste un collegamento con l’Etna?

“Non c’è alcun collegamento tra l’attività dell’Etna e quella dello Stromboli: hanno serbatoi diversi. Il magma dello Stromboli è più profondo di quello dell’Etna più superficiale, se i due eruttano simultaneamente è perché sono sempre attivi e quindi capita che succeda. Si tratta solo di pura coincidenza, continua Marco Neri.

“Solo in un caso i due potrebbero eruttare insieme: avendo entrambi un condotto sempre pieno di magma, se si verificasse un terremoto violento (non causato dagli stessi vulcani, bensì di altra natura) in una zona relativamente vicina, le onde sismiche possono raggiungere i vulcani e stimolarli a eruttare. Questo è l’unico caso in cui le due eruzioni potrebbero essere simultanee e collegate, ma non dipenderebbe comunque dagli stessi vulcani”, conclude.

Immagine di repertorio