CATANIA – Per i catanesi, si sa, si può scherzare su tutto tranne che sulle tradizioni, specialmente se si tratta di quelle culinarie. Nello specifico, a Carnevale si “deve” mangiare, quasi come obbligo per i festeggiamenti, la classica “pasta che cincu puttusa” in dialetto, “pasta con i cinque buchi” in italiano.
Di che cosa si tratta? Principalmente, la forma è quella classica dei maccheroni con, appunto, cinque buchi intorno e viene condita con un sugo di carne macinata di vitello, a volte mista a quella di maiale. E fin qui nulla di strano o particolare. Quello che forse non è molto noto, ma che, invece, la rende speciale è il fatto che il ragù – che in Sicilia inizia a cucinare già alle 8 del mattino per essere pronto poi all’ora di pranzo – si “immerge” letteralmente e, grazie al formato della pasta, entra e esce dai fori.
Un primo piatto eccezionale, un’esaltazione di gusto non indifferente e, ovviamente, immancabile nelle tavole catanesi a Carnevale. Qui di seguito vi riportiamo la ricetta della “pasta che cincu puttusa“, nel rispetto della tradizione.
INGREDIENTI (per 4 persone circa)
PROCEDIMENTO
Ne esistono, come tutte le cose, diverse varianti. C’è chi utilizza la carne macinata di solo manzo, chi aggiunge anche la salsiccia, la cotenna e le puntine di maiale. Insomma, ogni famiglia ha il suo “segreto culinario” che viene poi trasmesso di generazione in generazione, anche se, è da ammettere, i nostri nonni spesso cucinavano “ad occhio” e il ragù aveva tutto un altro sapore.
Fonte immagine: Siciliaofferte.it