CALTAGIRONE – 30 i volontari del Movimento Cristiano Lavoratori di Caltagirone, aderenti al circolo “Don Luigi Sturzo”, insieme ad una decina di minori ospiti dei centri di Prima Accoglienza di Caltagirone e di San Michele di Ganzaria, gestiti dalla Cooperativa “S. Francesco”, che lo scorso sabato 10 Dicembre, hanno animato la raccolta alimentare straordinaria destinata alle famiglie indigenti del territorio.
“Anche a Natale il povero ha sempre un nome”, questo il titolo dell’iniziativa, ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’indifferenza ma ha anche permesso di dare una risposta concreta al bisogno alimentare di alcune famiglie residenti nel comune.
Durante la giornata sono stati raccolti 40 kg di zucchero e 40 di farina, 8 kg di sale, 130 litri di latte e 9 di olio, 40 litri di pomodoro, circa 30 kg di dolciumi, 300 kg di pasta e 7 di riso, 24 confezioni di tonno in scatola e 16 di legumi e 70 di pomodoro in polpa, 14 confezioni di omogeneizzati, 3 confezioni di biscotti per bambini, e importanti quantità di frutta e verdura. I generi di primaria necessità sono stati distribuiti immediatamente alle prime 7 famiglie del territorio del Calatino, mentre il resto sarà distribuito a circa 25 famiglie prima del 25 dicembre.
L’iniziativa avrà il suo seguito nel pranzo di Natale che si svolgerà il prossimo sabato 17 Dicembre in via Altobasso San Luigi, a Caltagirone, nei locali del centro di Prima Accoglienza “I Colori del Mondo” della Cooperativa “San Francesco S.C.S.”.
“L’impegno del movimento nel territorio si riconferma utile all’intera comunità locale, partendo dell’attenzione verso le famiglie più deboli ma puntando più in generale alla coesione sociale tra i cittadini” dichiara Paolo Ragusa, presidente del circolo MCL “Don Rosario Pepe” di Mineo.
Sottinteso ma non meno rilevante il messaggio di fraternità e di pace che la presenza dei Minori Stranieri Non Accompagnati ha messo in evidenza. In un tempo in cui si alzano i muri, la raccolta alimentare ha avvicinato gli ospiti delle strutture di accoglienza e la popolazione locale, uniti dal comune desiderio di aiutare il “povero”.



