Operazione Dirty Oil, 9 arresti per riciclaggio di gasolio: NOMI, FOTO e VIDEO

Operazione Dirty Oil, 9 arresti per riciclaggio di gasolio: NOMI, FOTO e VIDEO

CATANIA – Su delega della Procura distrettuale, i finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale etneo, nei confronti di 9 persone, in quanto promotori, organizzatori e partecipi di un’associazione a delinquere dedita al riciclaggio di gasolio libico illecitamente asportato dalla raffineria libica Zawyia e destinato, dopo essere stato miscelato, a essere immesso nel mercato italiano ed europeo anche come carburante da autotrazione.

Tra le persone coinvolte nel traffico internazionale di prodotti petroliferi libici e destinatari della misura in carcere vi sono:


  • l’amministratore delegato della MAXCOM BUNKER S.P.A., Marco Porta, 48 anni;
  • Fahmi Mousa Saleem Ben Khalifa, alias “il Malem” (il capo), nativo di Zuwarah (Libia), fuggito dal carcere nel 2011 con la caduta del regime di Gheddafi dove stava scontando una condanna a 15 anni per traffico di droga; l’uomo ha guidato una milizia armata stanziata nella zona costiera al confine con la Tunisia ed è stato recentemente posto agli arresti per contrabbando di carburanti da parte delle Autorità libiche;
  • il catanese Nicola Orazio Romeo, 45 anni, indicato da alcuni collaboratori di giustizia quale appartenente alla frangia mafiosa degli Ercolano e ritenuto, in una conversazione captata tra gli indagati, quale soggetto della “mala, quella giusta, quella che non lo tocca nessuno”. Romeo è già stato denunciato nel 2008 per la sua appartenenza mafiosa ai Santapaola e per alcune azioni estorsive attuate nelle zone di Acireale e Aci Catena. In questa indagine l’uomo è parte integrante della componente maltese dell’organizzazione, la cui funzione primaria è stata quella di organizzare i trasporti del gasolio libico via mare;
  • i cittadini maltesi Darren Debono, 43 anni, e Gordon Debono, 43 anni; i maltesi, con Nicola Orazio Romeo hanno curato il trasporto via mare gestendo anche il reticolo di società commerciali coinvolte nel business;
  • il libico, originario di Zuwara, Tareq Dardar, quale collettore dei pagamenti e dei flussi finanziari veicolati su conti esteri nella disponibilità di Ben Khalifa.

L’amministratore delegato della MAXCOM BUNKER SPA, società con sede legale a Roma, esercente l’attività di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e di bunkeraggio delle navi, si è avvalso della complicità di alcuni dipendenti della società, che sono stati messi arresti domiciliari. Si tratta di Rosanna La Duca, 48enne consulente esterna della MAXCOM BUNKER SPA, Stefano Cevasco, 48enne addetto all’ufficio commerciale, Antonio Baffo, 61enne responsabile del deposito fiscale di Augusta.

Gli ideatori del lucroso affare internazionale, per ostacolare la ricostruzione dei passaggi materiali, documentali e finanziari sottesi al commercio di gasolio, hanno costruito un variabile sistema di società, a più livelli, poste fittiziamente tra venditori e acquirenti finali.

Il gasolio “libico”, dopo miscelazione, è giunto, in alcuni casi, anche nei distributori stradali a un costo assolutamente “proibitivo” per gli operatori del settore leali costretti a soccombere al cospetto di società illecite che hanno messo a frutto l’evasione d’imposte.