Imprenditore di Catania trattiene acconto ma non esegue i lavori: assolto

Imprenditore di Catania trattiene acconto ma non esegue i lavori: assolto

CATANIA – Il giudice per le udienze preliminari di Catania ha assolto un imprenditore, titolare di un’azienda che, ricevuto un acconto di 8.500 euro per l’installazione di una cabina ascensore in un condominio, non ha né realizzato i lavori né restituito la cifra.

Assolto imprenditore di Catania

Secondo quanto spiegato dal magistrato, per configurare il reato di appropriazione indebita occorre “un vincolo specifico di destinazione per la somma versata” e, nel caso specie, “data la fungibilità del denaro, si confonde nel patrimonio di colui che l’ha ricevuta e perde il carattere di altruità, con consentendo la configurabilità, anche in astratto, del delitto”.

Le parti civili, rappresentate dall’avvocato Giuseppe Lipera, hanno appellato la sentenza. Il Pg ha già chiesto alla Corte d’appello la conferma della sentenza di primo grado. La sentenza non è stata ancora emessa.

Il gup: “Non si tratta di appropriazione indebita”

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado il gup ha scritto che “è pacifico che la fornitura e posa in opera dell’ascensore non risultano essere state mai effettuate”, così come, “nonostante le diffide, il denaro non è stato restituito”. Eppure, il giudice osserva che “la dazione dei soldi non risulta accompagnata da un vincolo di destinazione”, ovvero che il denaro sia stato consegnatoa titolo di acconto“, confluito nel conto personale dell’imprenditore e non quello societario.

Ebbene. secondo il gup, la condotta dell’imputato “non vale a integrare il delitto di appropriazione indebita“.

Parla il legale: “Se questo non è un reato, allora cos’è?”

Parole feroci arrivano dall’avvocato Lipera che, nella memoria difensiva depositata alla Corte d’appello, parla di “sentenza palesemente infondata, sia sotto il profilo giuridico che su quello fattuale” basata su “una ricostruzione completamente sganciata dalla realtà processuale”. Il legale cita il contratto firmato dalla società di ascensori, la causale del bonifico e della fattura emessa dall’impresa che recitano ‘acconto per installazione piattaforma elevatrice’.

“Riassumendo due persone versano dei soldi al titolare di una ditta, come acconto per l’installazione di un ascensore. Lui incassa, ma il lavoro non lo fa. Dopo un po’ dichiara pure che i lavori non può iniziarli e promette per iscritto che restituirà la somma entro una certa data. Ma non restituisce nulla. Silenzio totale. Intanto, il denaro se lo tiene. Se non è un reato questo, allora cos’è?”.