CATANIA – Vi è un momento esatto in cui la parola scritta, con il suo peso teologico e narrativo, cessa di essere pura letteratura e si incarna nella materia vibrante del suono. È questo il delicato e complesso crinale esplorato lo scorso 11 aprile al Conservatorio di Catania, durante la conferenza “Dall’idea al suono”, tenuta dal compositore e docente Andrea Amici. Al centro dell’incontro, la genesi e la struttura del suo oratorio “Protoclito – il primo chiamato”, un’imponente opera di musica colta sacra contemporanea dedicata alla figura dell’apostolo Sant’Andrea.
L’evento, ben lungi dall’essere una mera auto-celebrazione artistica, si è configurato come una profonda riflessione sul fare musica oggi, inserita in una cornice di forte impegno civile. Promosso e organizzato dalla Zona 14 del Lions Club (con il Lions Club Catania Est in veste di club promotore, affiancato dai L.C. Porto Ulisse, Gioeni e Vallis Virdis), l’incontro ha avuto un nobile risvolto di solidarietà, la raccolta fondi destinata alla Città dei Ragazzi, finalizzata all’acquisto di strumenti musicali per l’avvio di una scuola di musica nel difficile tessuto sociale del quartiere di San Cristoforo. Un dettaglio, questo, che trasforma l’ascolto estetico in azione concreta sul territorio.
Dopo i saluti istituzionali del Direttore del Conservatorio, Prof. Giovanni Anastasio, e delle autorità lionistiche, che hanno inquadrato l’importanza della sinergia tra istituzioni di alta formazione e club service, la serata è entrata nel vivo del discorso analitico. Di particolare rilievo è stato l’intervento del prof. Giovanni Ferrauto, il quale ha lucidamente evidenziato il valore artistico della produzione di Andrea Amici, individuandone la cifra stilistica in quel raro e originale connubio tra rigorosa preparazione umanistica e sapienza tecnico-musicale, un’intersezione che, nell’opera di Amici, non è mai giustapposizione, ma feconda compenetrazione.
A preparare il terreno per l’autore è stata l’introduzione della prof.ssa Norma Viscusi, che ha saputo delineare il contesto concettuale ed estetico dell’oratorio, guidando il pubblico verso il nucleo della conferenza.
Nella prima parte della sua esposizione, Andrea Amici ha letteralmente aperto le porte del suo laboratorio creativo, illustrando i complessi meccanismi che governano la drammaturgia del sacro contemporaneo. Il pubblico ha potuto così scorgere le architetture invisibili del Protoclito: la ricerca di una coerenza profonda tra il testo e la sua veste acustica, il delicato equilibrio tra le voci e l’orchestra, e il modo in cui concetti teologici e narrazione biblica vengono tradotti in precise scelte compositive, armoniche e timbriche. Amici ha mostrato come la musica non sia semplicemente un “rivestimento” emotivo per la parola, ma un vero e proprio dispositivo di senso, capace di esegesi.
La tensione intellettuale della prima parte ha trovato la sua naturale risoluzione nella seconda sezione dell’evento: la proiezione video dell’esecuzione integrale dell’oratorio. Dalla teoria alla prassi, dal laboratorio alla navata del prestigioso auditorium del Conservatorio, l’oratorio Protoclito ha preso vita, confermando le premesse analitiche dell’autore.
La risposta della platea ha confermato il successo dell’operazione. Una grande partecipazione di pubblico, non solo nei numeri ma soprattutto nella qualità dell’attenzione, ha tributato ad Andrea Amici un apprezzamento entusiasta. La serata dell’11 aprile ha così dimostrato, in modo tangibile, che la musica colta contemporanea possiede ancora una straordinaria capacità di aggregazione e di elevazione spirituale, capace di dialogare con le profondità della fede, l’intelligenza della parola e, non ultimo, con le urgenze sociali della città.





