Catania si tinge di nero, tre giovani figli si tolgono la vita nel giro di pochi giorni. Quando Thanatos prevale su tutto…

Catania si tinge di nero, tre giovani figli si tolgono la vita nel giro di pochi giorni. Quando Thanatos prevale su tutto…

CATANIA – Negli ultimi giorni Catania è stata colpita da tre tragedie rimaste ai margini dei fatti di cronaca. Tre giovani, estranei tra loro, avrebbero deciso di compiere il gesto estremo togliendosi la vita, lasciando senza parole i parenti e gli amici, ai quali non resta che un profondo dolore.


Le tre persone coinvolte in altrettanti eventi tragici provenivano da ambienti differenti l’uno dall’altro, con alle spalle storie altrettanto diverse. Non ci si spiega cosa abbia potuto spingere i tre ragazzi, tutti compresi tra i 30 e i 40 anni, con ancora molto da vivere, a porre fine alla propria vita.


Per spiegare il fenomeno del suicidio abbiamo chiesto alla dottoressa Mariangela Sciuto, psicologa clinica, come sia possibile che una persona giovane decida di togliersi la vita: “Per spiegare bene cosa si cela dietro a un gesto del genere è necessario citare Freud. Secondo lo psicanalista l’uomo è attraversato da due pulsioni: la pulsione di vita (Eros) e la pulsione di morte (Thanatos). Quando una persona decide di farla finita è perché non riesce a vedere più oltre, non desidera più e non spera più, è in questo momento che Thanatos prende il sopravvento”. 

Le storie e le vite delle tre vittime erano molto diverse, ma allora quale potrebbe essere il filo conduttore di queste tragedie?

La risposta potrebbe essere ricercata nella depressione. La depressione è una condizione molto seria che mette alla luce una profonda fragilità che si manifesta con un forte dolore. Chi ne viene colpito non riesce a vedere più nulla di bello né di positivo – spiega la dottoressa Sciuto -. Un paziente per spiegare ciò che provava una volta disse: ‘Quando apro gli occhi non riesco a vedere più colori, ma solo nero‘, ecco la depressione è questo”.

I familiari, gli amici e le persone che circondano queste persone così fragili cosa possono fare per aiutarli?

Un ambiente familiare accogliente, aperto all’ascolto e al supporto è sicuramente un elemento fondamentale per il sostegno di queste persone, ma l’aiuto degli specialisti è necessario – conclude la dottoressa -. Negli ultimi anni si è passati a un approccio congiunto costituito dall’intervento dello psichiatra e dello psicologo che collaborano con l’unico obiettivo di aiutare il paziente. L’obiettivo di questo tipo di intervento è fare emergere i problemi che scatenano il malessere, per poi affrontarli insieme”.

A queste tragedie è quasi sempre impossibile trovare una risposta a posteriori e ciò che resta è il dolore dei familiari i quali, spesso sono ignari del malessere che si è abbattuto sui loro cari, che si trovano ad affrontare un dolore così grande in solitudine.

Come sempre, vi ricordiamo che sono attivi alcuni numeri verdi a cui chiunque può rivolgersi per ricevere supporto e aiuto psicologico:

  • Telefono Amico 199.284.284;
  • Telefono Azzurro 1.96.96;
  • Progetto InOltre 800.334.343;
  • De Leo Fund 800 168 678.

Immagine di repertorio