CATANIA – La Segreteria Nazionale della FSA-CNPP/S.PP. denuncia l’insostenibile clima di violenza che si “respira” nel carcere di Piazza Lanza a Catania, e che continua a coinvolgere il personale di Polizia Penitenziaria, a seguito dei gravissimi episodi avvenuti avantieri, martedì 21 aprile.
Caos nel carcere “Piazza Lanza” di Catania
I fatti segnano un punto di rottura definitivo. Un Ispettore e cinque agenti sono stati mandati al massacro, finendo in ospedale con gravi traumi e fratture sotto i colpi di una ferocia inaudita. Il detenuto responsabile, già noto per la sua elevata pericolosità, ha utilizzato una padella come arma impropria per colpire al volto l’Ispettore di servizio e aggredire brutalmente il personale intervenuto.
Come se non bastasse, l’uomo si è poi arrampicato sul tetto, iniziando uno “stallo” rischioso e pretendendo un colloquio con il Magistrato di Sorveglianza. Soltanto dopo ore di altissima tensione, è rientrato in cella, all’una di notte.
Il sindacato: “È un campo di battaglia, lo Stato intervenga o sarà protesta”
Nella nota il sindacato ha fissato tre punti inderogabili.
- Emergenza Sicurezza e Sovraffollamento: Piazza Lanza è una “polveriera” con quasi 500 detenuti su 279 posti. Il sindacato denuncia il punto di rottura definitivo e un sistema al collasso dove il personale opera in costante pericolo di vita.
- Applicazione immediata della Circolare Trasferimenti: Si esige il trasferimento extra-regionale istantaneo del detenuto responsabile, come previsto dalla circolare ministeriale del 28 settembre 2023. Ogni ritardo sarà considerato un’omissione nella tutela dei lavoratori.
- Interventi Straordinari e Stato di Agitazione: Viene richiesto l’invio d’urgenza di contingenti straordinari e l’adozione di regimi di massima sicurezza per i soggetti violenti. In assenza di risposte concrete nelle prossime ore, verrà proclamato lo stato di agitazione permanente.
“È inaccettabile che il personale debba operare in una struttura fuori controllo”
“Dalle rivolte nel reparto Nicito – spiega il sindacato – all’accoltellamento al viso del mese scorso, il sangue dei nostri colleghi continua a macchiare i pavimenti di questo istituto a causa di un immobilismo che non è più tollerabile. È inaccettabile che il personale debba operare in una struttura trasformata in un campo di battaglia fuori controllo, subendo ricatti mediatici e istituzionali da soggetti già sottoposti a regimi di sorveglianza particolare”.
“Piazza Lanza, con quasi 500 detenuti su 279 posti, è una realtà esplosiva che non può più essere gestita con l’attuale immobilismo. A seguito di questa nuova, brutale aggressione, si esige – prosegue la nota – che l’Amministrazione smetta di temporeggiare e applichi con rigore assoluto la circolare ministeriale prot. m_dg.GDAP.0379132.U del 28 settembre 2023, la quale impone il trasferimento extra-regionale immediato dei detenuti che aggrediscono il personale.
“La pazienza è finita. Se l’Amministrazione non darà seguito a queste richieste, proclameremo lo stato di agitazione permanente”
“Qualsiasi ritardo o inosservanza di questa direttiva – sottolinea il sindacato – sarà considerato come una consapevole omissione nella tutela dell’incolumità fisica dei lavoratori“.
“La pazienza è finita. Se l’Amministrazione non darà seguito immediato a queste richieste, attivando i trasferimenti punitivi previsti e garantendo la sicurezza del reparto, proclameremo lo stato di agitazione permanente e attueremo ogni forma di protesta consentita dalla legge. Non permetteremo – conclude la nota – che altri servitori dello Stato vengano sacrificati sull’altare di un sistema al collasso“.



