CATANIA – “Gravi carenze strutturali e d’organico all’unità operativa hospice pediatrico dell’ospedale Garibaldi di Nesima“. È questa la denuncia che ha presentato il NurSind di Catania, sindacato delle professioni infermieristiche e che ha costretto il nosocomio ad adeguarsi alla normativa.
Gli hospice sono le strutture ospedaliere dove vengono trattati i malati inguaribili (anche in fin di vita) con cure palliative in cui lo scopo è quello di salvaguardare la dignità del paziente, sottrarlo al dolore e migliorare la qualità della vita dello stesso malato e della sua famiglia. La loro caratteristica maggiore è l’altissimo livello di assistenza.
O almeno così dovrebbe essere se non fosse che a Catania, nell’ospedale Garibaldi di Nesima, fino alla settimana scorsa, l’unità operativa dedicata alla pediatria sarebbe stata sprovvista addirittura di organico e avrebbe presentato gravi carenze strutturali. Gli infermieri che prestavano il servizio provenivano, infatti, da altri reparti.
“In meno di due giorni l’ospedale ha cercato di adeguarsi, anche se non si può parlare di piena efficienza. – spiega Vincenzo Neri, portavoce del NurSind, invitato al reparto per fare un sopralluogo – Dal 1 novembre è previsto che gli infermieri, in regime di straordinario, prestino servizio anche all’hospice pediatrico. Rimane un solo medico di turno in organico, è troppo poco“.
Le carenze strutturali sono state risolte in parte: è stata, infatti, allestita una infermeria, prima assente, così come un armadietto delle medicine. Resta però un solo ascensore che serve per il trasporto di persone, pazienti (anche con malattie infettive) e defunti, ed è utilizzato anche per i rifiuti e il vitto del reparto.
“Siamo soddisfatti di questo primo risultato e finalmente di aver attivato un confronto con l’ospedale che ha colto, anche se a seguito di denuncia, le nostre segnalazione. – afferma ancora Neri – Resta però alta l’attenzione perchè c’è ancora molto da fare”.




