Azioni di contrasto alla violenza sulle donne, la mozione del consigliere Campisi (Grande Catania)

Azioni di contrasto alla violenza sulle donne, la mozione del consigliere Campisi (Grande Catania)

CATANIA – Alla luce dei gravissimi fatti accaduti nelle scorse settimane ad Acitrezza, che hanno avuto come tragico epilogo la violenta morte di Vanessa Zappalà, il Consigliere del comune di Catania Alessandro Campisi, in collaborazione con il Presidente delle Acli, Ignazio Maugeri, ha presentato una mozione per far sì che il sindaco del capoluogo etneo e la sua giunta, si impegnino a promuovere alla Regione Siciliana strategie efficaci contro la violenza di genere, prevedendo azioni specifiche e risorse mirate a sostegno degli enti locali per prevenire e contrastare fenomeni di segregazione della volontà in ambito familiare, anche attraverso profili di sostegno psicologico e di mediazione culturale.

Le parole del consigliere Campisi

La tragedia di Vanessa Zappalà ci ha scosso profondamente – dice Alessandro Campisi – è evidente che ancora molto si può e si deve fare per contrastare la violenza di genere. Per sensibilizzare i nostri ragazzi su i gravi fenomeni di femminicidio che, purtroppo, accadono sempre più di frequente, bisognerebbe promuovere negli enti scolastici locali percorsi di educazione civica al di fuori dei programmi canonici mediante l’adozione di progetti, con fondi comunali o extra; inoltre bisognerebbe incentivare sempre di più campagne di informazione e sensibilizzazione, anche con la collaborazione di Associazioni e Centri antiviolenza, in merito ai diritti e alle libertà fondamentali della persona di cui alla Costituzione nonché alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, con particolare attenzione al rispetto e alla tutela della donna”.


Inoltre, il consigliere Campisi e il Presidente delle Acli, chiedono di promuovere maggiormente la diffusione e la conoscenza delle modalità specifiche di accoglienza e protezione nell’ambito dei locali Servizi sociali, Associazioni e Centri antiviolenza, luoghi adatti all’immediata comprensione di situazioni critiche, vissute purtroppo da troppe donne nel nostro Paese e, infine, di adottare tutte le azioni necessarie per prevedere maggiori controlli sui soggetti sottoposti al divieto di avvicinamento, agli arresti domiciliari o ad altre misure cautelari.