Vaccino anti-Covid, dalla paura degli effetti collaterali agli altri dubbi: il confronto col medico di famiglia

Vaccino anti-Covid, dalla paura degli effetti collaterali agli altri dubbi: il confronto col medico di famiglia

CATANIA – Focus sul vaccino antiCovid. Ormai sono trascorsi diversi giorni dal famoso V-Day dello scorso 27 dicembre, quando le vaccinazioni sono partite anche in Sicilia. Attualmente in Italia si è superato il mezzo milione di dosi già somministrate e per la settimana prossima è previsto anche l’arrivo del vaccino Moderna, che seguirà quello della Pfizer Biontech (ci sono alcune differenze tra i due). C’è già la conferma che non si può autonomamente scegliere quale tipologia di vaccino ricevere.

Ma, mentre ci si continua a vaccinare, persistono i dubbi di una buona fetta della popolazione circa l’attendibilità di quanto viene inoculato. Molti sostengono che non si vaccineranno per paura, per scongiurare ogni possibile effetto collaterale.

Tuttavia, a detta anche di molti esperti e di volti della politica, l’arrivo delle dosi ha rappresentato uno spiraglio di luce, di quella famosa “luce in fondo al tunnel” in cui si spera da mesi. Molti affermano che “l’unico modo per combattere la pandemia globale è il vaccino”. Ma cosa potrebbe succedere se molti dovessero rifiutarsi di sottoporsi all’iniezione? Questo è solo uno dei vari interrogativi.

In questo momento ogni persona ha bisogno di sapere e di capire bene quanto sta accadendo informandosi nella maniera corretta. L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) individua tra le figure a supporto del paziente, specie nel periodo della vaccinazione, il medico di famiglia. Proprio per tale ragione è stato fatto in esclusiva un approfondimento con il medico di famiglia catanese Sergio Lombardo. Viene riportata di seguito l’intervista.

Vaccino A breve toccherà anche al resto della popolazione, quali sono le tempistiche nel territorio?

“Secondo il Piano strategico per la vaccinazione anti-Covid, elaborato da Ministero della Salute, Commissario Straordinario per l’Emergenza, Istituto Superiore di Sanità, Agenas e Aifa la vaccinazione sarà gratuita e garantita per tutti. Si parla di oltre 215 milioni di dosi disponibili fino al secondo trimestre del 2022 che dovrebbero seguire un preciso ordine di somministrazione in base alla priorità. Il 27 dicembre 2020 si è iniziato con gli operatori sanitari, operatori sociosanitari, RSA e ultra ottantenni. Da marzo si dovrebbero vaccinare i cittadini che svolgono servizi essenziali, personale scolastico, forze dell’ordine e gli over 60. Poi da giugno avrà inizio la cosiddetta vaccinazione di massa”.

Ci sono dei casi con particolari malattie che vanno attenzionati prima della vaccinazione?

“Le persone con malattie croniche quali diabete, tumori e malattie cardiovascolari sono in realtà colori i quali avranno priorità nell’invito alla vaccinazione. Non sono ancora invece disponibili dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino nelle persone con malattie autoimmuni, che sono comunque state incluse nelle sperimentazioni iniziali. I dati relativi all’uso nelle persone immunocompromesse (il cui sistema immunitario è indebolito) sono in numero limitato. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza, pertanto possono essere vaccinate in quanto potrebbero essere ad alto rischio di Covid. Inoltre è opportuno ricordare che i dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, pertanto andrebbe effettuata una consultazione tra il ginecologo e l’igienista per un’attenta considerazione dei rischi e dei benefici. Infine si ricorda che il vaccino non è raccomandato al di sotto dei 16 anni di età perché non sono stati effettuati studi”.

Qual è la correlazione tra allergie e vaccino?

“Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino della Pfizer sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Una reazione allergica è sempre possibile quando si viene a contatto con un agente esterno. L’operatore che esegue la vaccinazione, in genere, è in grado di trattarla rapidamente e adeguatamente senza particolari conseguenze. L’unica reazione avversa severa più frequente è stato l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Si tratta, comunque, di una patologia benigna che guarisce da sola. Si ricorda che in caso di reazioni avverse a distanza di tempo dalla vaccinazione di avvertire immediatamente il medico di famiglia o l’Asp di appartenenza“.

Ogni vaccinato come verrà monitorato?

“Dopo l’inoculazione del vaccino il cittadino viene fatto attendere per circa 15 minuti in una stanza dedicata, dopo di che sarà libero di andare”.

Di cosa si occuperà nello specifico il medico di base in questa importante missione?

“Ad oggi non abbiamo un ruolo ‘attivo’ nella somministrazione del vaccino della Pfizer soprattutto perché ci sono delle importanti limitazioni organizzative dovute alla temperatura di conservazione che necessita di frigoriferi particolari. Non appena sarà disponibile il vaccino Moderna che si conserva tra -15 e -25 gradi ma è stabile tra i +2 e i +8 gradi per 30 giorni, nel rispetto degli standard di sicurezza, non si esclude una nostra partecipazione alla campagna vaccinale per poter così somministrare, grazie alla nostra capillarità nel territorio, la vaccinazione nel più breve tempo possibile al maggior numero di persone”.

A detta sua, la maggioranza è favorevole o contraria?

“Secondo me a un primo impatto siamo al 50 e 50. Tra i miei pazienti ho percepito sia scetticismo che paura. Però c’è quello spiraglio di speranza e fiducia da ricercare nel loro medico di famiglia e che io ho cercato di dare. Io stesso sono stato vaccinato contro il Covid il 5 gennaio con mia grande emozione”.

Quanto è importante questo vaccino?

“Moltissimo. La vaccinazione, che rappresenta una delle più importanti forme di prevenzione primaria, è al momento la migliore strada da percorrere che abbiamo per sconfiggere il Covid. Ricordiamo che solo grazie alla vaccinazione si è ottenuta l’eradicazione di malattie come la Polio e il Vaiolo, o la netta riduzione dei casi di malattia come per il morbillo in cui si è passati da una media annuale di casi in epoca pre-vaccinale di circa 74.000 a 2.900 in epoca post-vaccinale (riduzione del 96%)”.

Come si può aiutare la gente a superare la paura?

“La paura sicuramente fa parte della vita. Questo però è il momento del coraggio e della fiducia. Bisogna avere fiducia nella scienza e smetterla col complottismo, la disinformazione e la superstizione. In questi giorni i medici si stanno vaccinando per primi e ci stanno mettendo la faccia e soprattutto la pelle. I cittadini devono seguirli a ruota”.

Quando è necessario avere un confronto con il medico prima di sottoporsi al vaccino?

“Io ritengo che il medico di famiglia si debba sempre interpellare prima di sottoporsi a qualsiasi atto medico. Lui deve rappresentare il punto di riferimento sanitario per ogni cittadino”.

I dubbi ancora da chiarire sul vaccino

“Anche se l’efficacia del vaccino della Pfizer è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria. Inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dellinfezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un ‘certificato di libertà’ ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione. A tal proposti invito i cittadini tutti a continuare a rispettare le regole fondamentali anti-Covid: indossare la mascherina, lavare le mani e mantenere il distanziamento sociale”.

Fonte foto: Pixabay.com