CALTANISSETTA – Prosegue senza sosta l’attività della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caltanissetta nel contrasto al lavoro nero nel Nisseno e nella verifica del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nei primi due mesi dell’anno, le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli nei settori della ristorazione e dell’edilizia, facendo emergere numerose irregolarità.
Lavoro nero nel Nisseno: scoperti 35 lavoratori irregolari
Le verifiche hanno riguardato quattro attività di ristorazione nel capoluogo e tre nella provincia nissena.
Nel corso degli accertamenti sono state riscontrate irregolarità relative a 35 lavoratori dipendenti, risultati in nero o comunque impiegati in maniera irregolare.
Molti di loro lavoravano senza le garanzie previste dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro.
Le principali violazioni riscontrate
Tra le violazioni più gravi accertate dai finanzieri figurano:
- mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
- assenza del piano di emergenza
- mancata individuazione delle figure responsabili della sicurezza, come gli addetti antincendio
- assenza di formazione del personale sui rischi professionali
In diversi casi è stata inoltre rilevata la mancata comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro al Centro per l’Impiego.
Maxisanzioni per i datori di lavoro
Per l’impiego di lavoratori irregolari, i datori di lavoro rischiano sanzioni che vanno da 1.950 euro fino a 46.800 euro per ciascun lavoratore, la cosiddetta maxisanzione per lavoro nero.
Inoltre, per tre delle sei imprese controllate dove è stato accertato l’impiego in nero di oltre il 10% del personale, è scattata la segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, che potrà disporre la sospensione dell’attività imprenditoriale.
Pagamenti in contanti e buste paga mancanti
Durante i controlli è emerso anche l’utilizzo di contanti per il pagamento degli stipendi, in violazione dell’obbligo di tracciabilità previsto dalla normativa.
In alcuni casi è stata inoltre accertata l’omessa consegna dei prospetti paga ai lavoratori, violazioni che comportano sanzioni amministrative che possono superare i 10.000 euro.
Lotta al lavoro sommerso e tutela della concorrenza
L’operazione rientra nella più ampia strategia della Guardia di Finanza finalizzata a contrastare il lavoro irregolare, tutelando sia i lavoratori sia le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Il lavoro nero, infatti, priva i lavoratori delle tutele assistenziali e previdenziali – come malattia, ferie e contributi – e allo stesso tempo genera concorrenza sleale, penalizzando le imprese oneste e danneggiando l’economia del territorio.
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