NISCEMI – “Niscemi sta attraversando un momento drammatico. Non basta parlare di contributi tampone che, in ogni caso, in questo momento servono: è necessario capire come ricostruire un tessuto economico che rischia di sgretolarsi“.
Le dichiarazioni di Manenti e Trainito
A dirlo è il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, che ieri, insieme a Francesco Trainito, alla guida dell’associazione a Gela, ha incontrato il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, per affrontare la grave situazione economica e sociale determinata dai danni della frana.
All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti del comitato spontaneo dei commercianti, costituitosi per dare voce alle imprese colpite direttamente e indirettamente dall’emergenza.
“Il problema non è solo sostenere le attività oggi, ma immaginare un percorso di rinascita – ha aggiunto Manenti –. Serve un vero “modello Niscemi”, un piano di sviluppo che trasformi questa crisi in un’occasione di rilancio e che possa diventare un esempio replicabile anche in altre realtà siciliane colpite da emergenze simili”.
Il timore
Secondo il presidente di Confcommercio Sicilia, la frana ha colpito non soltanto le attività all’interno della zona rossa, ma anche quelle situate a chilometri di distanza. “Il centro storico è chiuso, molte famiglie non possono rientrare nelle loro case, e questo ha generato un clima di lutto collettivo. La gente da fuori non viene più, e persino chi era abituato a frequentare Niscemi nel fine settimana oggi evita di farlo per rispetto”.
Il timore, sottolinea, è che “quando si spegneranno i riflettori, la città muoia non per la frana, ma per l’assenza di interventi strutturali”. Molte attività fuori dall’area interdetta stanno già registrando un drastico calo del flusso di clienti e alcune stanno valutando la delocalizzazione.
Da qui l’appello a un piano organico di rilancio che vada oltre gli aiuti immediati e punti a ricostruire un sistema economico capace di garantire prospettive e stabilità nel lungo periodo.



