Caltanissetta, intossicazione da botulino dopo il cenone di Capodanno: migliorano i due pazienti

Caltanissetta, intossicazione da botulino dopo il cenone di Capodanno: migliorano i due pazienti

CALTANISSETTA – Restano ricoverati nel reparto di Neurologia dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta due dei dieci pazienti rimasti intossicati da tossina botulinica dopo il cenone di Capodanno a Canicattì. Si tratta di due uomini di circa cinquant’anni, ancora in prognosi riservata: le loro condizioni sono definite gravi ma stabili.

I fatti

I pazienti sono giunti in ospedale tra l’1 e il 2 gennaio con evidenti sintomi neurologici riconducibili alla tossinfezione. Tra i disturbi riscontrati: visione doppia, difficoltà nella parola e nella respirazione, preceduti da problemi gastrointestinali come crampi addominali, vomito e diarrea. Determinante, secondo i sanitari, è stata la rapidità dell’intervento medico.

Le dichiarazioni del primario Michele Vecchio

“Abbiamo subito individuato una sindrome neurologica acuta con interessamento dei nervi cranici – spiega il primario di Neurologia del SantElia, Michele Vecchio – con sintomi che inizialmente facevano pensare a una sindrome di Miller-Fisher. A insospettirci è stato però il fatto che i due pazienti fossero arrivati a poche ore di distanza l’uno dall’altro”.



L’approfondimento clinico ha consentito di ricostruire un quadro più ampio. “Allargando l’indagine – aggiunge Vecchio – abbiamo verificato la presenza di altri otto casi nei pronto soccorso di Agrigento e Canicattì. Un quadro che ha immediatamente fatto scattare l’ipotesi di un’intossicazione da tossina botulinica e l’attivazione del protocollo nazionale”.

I cibi sospetti

Grazie alla segnalazione al Centro Antiveleni di Pavia e all’Istituto Superiore di Sanità, è stato inviato con urgenza da Catania il siero contenente anticorpi antitossina botulinica, somministrato a uno dei due pazienti che non aveva risposto alle terapie convenzionali.

Resta ancora da chiarire con precisione quale sia stato l’alimento responsabile della contaminazione. “Tra i cibi sospetti – riferisce il primario – secondo quanto riportato dai familiari, ci sarebbero tartine a base di sgombro consumate durante la festa. Ma gli accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria sono ancora in corso”.