PALERMO – Turismo, turismo, e ancora turismo. È questa la parola magica che permette all’economia della Sicilia di reggersi in piedi in una delle realtà territoriali più affascinanti ma, allo stesso tempo, più complicate d’Europa.
Dire che la nostra Regione potrebbe vivere esclusivamente di turismo (escludendo dunque tutti gli altri settori produttivi e lavorativi dell’isola) significherebbe ripetere il solito ritornello stonato al quale non crede più nessuno, ma negare l’importanza di questa porzione di terziario rappresenterebbe similmente un errore madornale.
Lo dimostrano i dati di istituti e associazioni che, annualmente, si preoccupano di analizzare l’andamento dei flussi turisti nel nostro Paese, con particolare attenzione per le singoli regioni dello stivale. Prendendo in considerazione le ultime rilevazioni del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) la Sicilia è stata la regione italiana più ambita da turisti nazionali e stranieri nel corso dell’estate 2018 per la possibilità del soggiorno in riva al mare.
Non a caso l’isola, in questa particolare classifica, è riuscita a piazzarsi davanti a Sardegna, Emilia-Romagna e Puglia, regioni tradizionalmente avvezze al grande turismo di massa attirato dalle meravigliose opportunità della vacanza costiera in località da mille e una notte.
E tra le canoniche attrazioni turistiche che arricchiscono il territorio siciliano, dalla Valle dei Templi di Agrigento agli itinerari di architettura di Palermo, passando per i mosaici di Piazza Armerina e il Teatro Antico di Taormina, riesce a spuntarla anche Catania, indicata dal prestigioso quotidiano inglese “The Guardian” al primo posto tra le 10 migliori mete europee.
Una menzione di tutto rispetto per il capoluogo etneo che, grazie all’occhio benevolo dei reporter d’oltremanica, è riuscita a riporre in un angolo, seppur temporaneamente, i grandi problemi urbani legati alla raccolta differenziata (ostacolo comune anche per le altre grandi città isolane) e alla grana dei solarium mai allestiti in riviera che ha parzialmente compromesso l’andamento della stagione balneare.
A venire in soccorso del capoluogo etneo anche la crescente tendenza dello street art, capace di donare un pizzico di colore in quegli ambienti altrimenti abbandonati. Tuttavia, se il turismo nella nostra regione conosce un’incontrovertibile spinta verso l’alto, nel complesso risultano ancora insufficienti i mezzi per rispondere a questa straordinaria richiesta.
Per fare decollare definitivamente il turismo in tutta la Sicilia servirebbero infatti strutture ricettive più numerose e adeguate, campagne promozionali ad hoc, una migliore valorizzazione dello sconfinato patrimonio artistico e culturale e collegamenti più efficienti da e per l’isola. Tutti aspetti che, se ben controllati, permetterebbero alla regione di allestire un business da sogno.




