Caso Speziale, sorveglianza speciale per l'ultrà. La difesa presenta ricorso

Caso Speziale, sorveglianza speciale <Br> per l’ultrà. La difesa presenta ricorso

Caso Speziale, sorveglianza speciale
per l’ultrà. La difesa presenta ricorso

CATANIA –  Il caso Speziale si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. L’avvocato Giuseppe Lipera, legale del giovane condannato per gli scontri del 2 febbraio 2007 al Massimino, dove morì l’ispettore Raciti,  ha presentato ricorso in Cassazione contro l’ultimo provvedimento, emesso l’11 agosto scorso dal Tribunale di sorveglianza di Palermo, che ha condannato Speziale a sei mesi di sorveglianza speciale e controllo della corrispondenza. Per il penalista “la motivazioni del Collegio è assolutamente incongrua, insufficiente e non idonea a giustificare l’applicazione di un così severo regime“.


Secondo Lipera le motivazioni dei giudici si “limitano in maniera sterile e scevra da qualsiasi riflessione, a riportarsi integralmente e letteralmente alle argomentazioni del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ignorando di affrontare, come avrebbe dovuto, i motivi di reclamo”. Il legale di Speziale sostiene, inoltre, nell’atto di ricorso che “allo stato non vi sono elementi esterni certi ed obiettivi sufficienti a dimostrare la pericolosità di Speziale”.


Nell’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Palermo si legge che Speziale “si è reso responsabile di numerose infrazioni”.

Si indica nello specifico che nei  tre carceri dove è stato, Augusta, Agrigento e adesso Palermo, “il suo curriculum penitenziario è segnato da numerosi comportamenti contrari alle regole interne con un progressivo peggioramento della sua condotta, tanto da richiedere la costante attenzione degli operatori penitenziari”.

S legge ancora che “trattasi di un detenuto che tende ad imporre la sua forte aggressività personale con spiccata propensione a reiterare comportamenti o azioni destabilizzanti pur di affermare la sua supremazia, creando tensioni e inquietudini all’interno dell’istituto”.

Il giudice di sorveglianza, nel provvedimento di primo grado, ha definito l’ultrà del Catania “un soggetto tendente alla violenza, turbolento e refrattario alla disciplina” ed è “pericoloso” come scrive il magistrato, “come dimostrano i modi arroganti e minacciosi tenuti con la polizia penitenziaria e gli altri detenuti”.

I giudici citano alcuni episodi per cui in passato Speziale è stato punito.