Ferreri (M5S): "Governo incompetente e Ars bloccata"

Ferreri (M5S): “Governo incompetente e Ars bloccata”

Ferreri (M5S): “Governo incompetente e Ars bloccata”

RAGUSA – Telefoniamo all’onorevole, anzi al portavoce o alla cittadina, Vanessa Ferreri nei giorni in cui rientra nel suo buen retiro di Acate, in provincia di Ragusa. Ha fatto il pienone di voti, quasi 3.500, in una terra di campioni di preferenze come Riccardo Minardo, Innocenzo Leontini e Carmelo Incardona.


Sono settimane molto convulse per i deputati regionali: il governo Crocetta traballa e importanti provvedimenti da votare giacciono in aula. Il parlamentare pentastellato denuncia l’inattività dell’Ars e la stagnazione dell’azione governativa del presidente di Gela.


Onorevole siete ai ferri corti con Crocetta, eppure inizialmente eravate riusciti a trovare un’intesa di massima su alcuni punti condivisi da votare e portare avanti insieme. Cos’è cambiato?

“Io sono dell’idea che ancora oggi i buoni provvedimenti vadano votati. Però se si pensa di rilanciare la Sicilia trivellando il territorio siamo fuori rotta. Abbiamo un’isola che è una tabula rasa e occorre ripartire da zero. Con questo governo ci ritroviamo l’aula senza assessori e non possiamo discutere le leggi e di conseguenza il lavoro parlamentare in commissione è vanificato. Se riusciranno a far arrivare in aula delle buone proposte di legge le voteremo senz’altro”.

– Magari le spaccature in seno alla maggioranza non aiutano un clima produttivo in aula. Si parla di rimpasto per uscire dal guado, cosa ne pensa?

“Il rimpasto non è la soluzione, non possiamo andare avanti in questo modo. Il Pd è spaccato, l’assessore Scilabra è stato incapace di gestire il Piano Giovani e c’è stata tanta approssimazione. Occorre gente con le competenze. Spesso i ddl in commissione sono bloccati perché gli assessori e il governo non mandano le schede tecniche. E’ una fase di stallo che dura da molto e non riusciamo a lavorare”.

– Un esempio è il piano di riordino della rete ospedaliera?

“Sì, è un piano importante e da approvare con urgenza eppure ancora si attende. Inoltre l’emergenza disoccupazione è stata affrontata con un sistema, quello del click day e degli affidamenti a società esterne, condizionato dal clientelismo. Si deve rivoluzionare il settore della formazione dando la possibilità alle aziende di formare e assumere, non servono provvedimenti che alleviano il male ma non lo estirpano”.

– Quali le altre emergenze non affrontate da questo governo?

“Ci sono ragazzi siciliani che ogni giorno hanno la valigia in mano e partono per non tornare più. Ci sono agricoltori, specie nel ragusano, che hanno le aziende in fallimento e le case all’asta. Ci sono situazioni di grande sofferenza per i cittadini, come a Pozzallo, per l’emergenza migrazione. I centri di accoglienza stanno scoppiando e non è stato nominato un commissario per questa emergenza pur essendoci una risoluzione in aula. Senza un commissario non si possono accellerare le procedure e prendere decisioni immediate”.

– Lo Sblocca Italia sarà un volano per lo sviluppo della Sicilia o, come affermano le opposizioni, sarà soltanto un bluff?

“Al di là di questo provvedimento servono i collegamenti per i piccoli paesi della nostra isola. Penso a territori come Mussomeli: ci sono due ore di curve per raggiungere Caltanissetta, o come Mazzarino. Dobbiamo pensare ad ammodernare le strade per tanti piccoli e medi centri. In più la riforma dei liberi consorzi è ancora al palo e non abbiamo risposte. A chi andranno le competenze delle province? C’è la confusione più totale”.

– Quali le proposte del M5S all’Ars per tirarsi fuori dalla crisi?

“C’è un ddl per l’impignorabilità della prima casa. Sarebbe una legge importantissima perché la crisi sta togliendo tutto alle famiglie e la casa è la fonte primaria di sicurezza. In più abbiamo proposto il reddito minimo di cittadinanza. Occorre un governo forte, un presidente competente e tanta innovazione”.