Catania, dopo la sconfitta tifosi più che mai delusi

Catania, dopo la sconfitta tifosi più che mai delusi

Catania, dopo la sconfitta tifosi più che mai delusi

CATANIA –  Un campanello d’allarme. La interpretano così i tifosi del Catania la inaspettata sconfitta di Vercelli. E’ presto per lasciarsi andare alla disperazione ma è certo che le prime due prestazioni (un pareggio e una sconfitta) hanno deluso – e molto – le aspettative del popolo rossazzurro.


Sotto accusa l’atteggiamento mentale della squadra di Pellegrino che, a quanto sostengono i tifosi, non si sarebbe calata nella realtà della B, dove contano agonismo e polmoni. La frangia del tifo più appassionato, insomma, c’è rimasta male, e non solo per il risultato.


Ieri, davanti alla tv, è stata una sofferenza vedere passeggiare i nostri giocatori quando, invece, avrebbero dovuto mordere il campo e portare a casa questi tre punti –  sostiene sconsolato Tony Maugeri abbonato da sempre in curva Nord – abbiamo degli evidenti problemi in difesa e mancano dei riferimenti a centrocampo. Giocatori come Almiron o Izco (quest’ultimo ceduto con molte polemiche ndr)  non si rimpiazzano facilmente“.

Chi salvare dal naufragio di ieri? “Senza dubbio Rinaudo, Martinho e Rosina. Il resto abbondantemente sotto la sufficienza“.

Poi una stoccata all’allenatore al quale rimprovera l’atteggiamento  “morbido” verso i suoi giocatori. “Dovrebbe farsi sentire di più e dare quella carica che fino ad ora è mancata. Se ho fiducia nel tecnico? Fino alla prossima partita, quella con il Perugia, dopo, se le cose dovessero andare male, sarebbe meglio cambiare“.

Stessa lunghezza d’onda per Giuseppe Sciuto, tifoso sempre presente in curva nord. Non si capacita di come il Catania abbia potuto perdere la partita. “Questa squadra non ha capito in che campionato sta giocando  – attacca – nessuno di loro ha capito cosa voglia dire il campionato di serie B, dove non si possono concedere pause. Qui, la squadra che non ti aspetti è proprio quella pronta ad umiliarti“.

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Cosa manca al Catania? “Sicuramente un buon motivatore – sostiene -. Pellegrino secondo me non ha l’esperienza giusta in questo campionato. Adesso bisognerà vedere come reagiscono a Perugia, che a me sembra già partita da ultima spiaggia per il nostro allenatore“.

Certamente non tutto è da buttare. Le note liete, per strano che possa apparire, ci sono state.

Martinho sicuramente è uno dei pochi sopra la sufficienza, ha esperienza in questo campionato avendolo vinto con la maglia del Verona. Salvo anche Rinaudo che ha speso tantissimo ma è chiaro che in quella zona del campo non può fare tutto da solo. Credo inoltre che al Catania manchino i giovani. La società ha messo insieme un gruppo che rappresenta una scommessa ma si tratta di giocatori che non conoscono il campionato italiano e non parlano nemmeno la nostra lingua“.

La pensa così anche Benny Greco, tifoso storico della curva rossazzurra che sintetizza il pensiero di molti appassionati. “Mancano aggressività, esperienza e umiltà. Non è il blasone che conta in questa categoria dove bisogna scendere in campo con il coltello tra i denti”.

Anche sul piano tecnico Greco sembra avere le idee chiare: “Manca un uomo d’ordine e di esperienza sulla mediana e, soprattutto, manca il collante tra centrocampo e difesa. Le assenze di giocatori come Izco e Biagianti si fanno sentire perchè non sono stati rimpiazzati da nessuno. Aggiungo che questa squadra ha troppi argentini al suo interno. Penso che la società avrebbe dovuto valorizzare di più i giovani italiani”.

Fiducia a Pellegrino? “Per me è no secco“.

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Arturo Minelli esprime l’anima del tifoso deluso: “Abbiamo l’amaro in bocca è inutile negarlo – ammette – dopo la retrocessione ci aspettavamo un avvio diverso, che desse corpo alle promesse fatte dalla società. Noi tifosi ci abbiamo messo l’entusiasmo ma non siamo stati ripagati dalla squadra  che non ha nè gioco, nè difesa. Aspettavano un difensore che non è arrivato. Qui bisogna lottare, sudare la maglia e Pellegrino in questo non ha mostrato polso“.